“Mia e il leone bianco”

di José de Arcangelo

Sulla scia della docu-fiction (il leoncino e la ragazzina hanno vissuto e sono cresciuti insieme per tre anni), il film “Mia e il leone bianco” del francese Gilles Maistre, da un’idea del regista e di Prune de Maistre e da lei sceneggiato con Jean-Paul Hudson.

Presentato nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2018, un film animalista ed ecologista sul rapporto ragazzi-animali selvatici che mette in risalto come sia l’uomo stesso la bestia feroce che maltratta e uccide animali, i quali lo fanno solo per sopravvivere e difendersi. Infatti, era dai tempi di “Nata libera” (Born Free, 1966) di James Hill (e Tom McGowan, non accreditato) che il cinema non affrontava il tema seriamente, e dove era una donna ad adottare e prendersi cura della leonessa Elsa, cresciuta fra gli umani, per poi affrontare il dilemma di lasciarla libera nel suo habitat e con i suoi simili.

Anche questo film, girato in Sudafrica, narra la storia dell’undicenne Mia, un’adolescente inglese che si trasferisce con la famiglia da Londra all’allevamento di felini (non solo) ereditato dal nonno.

Dopo le prime ostilità, Mia (Daniah De Villiers) viene conquistata dal leoncino bianco (legato a un’antica leggenda locale) e per anni i due crescono insieme e condividono ogni cosa. Ormai quattordicenne, la ragazza scopre che il suo incredibile legame con Charlie, nel frattempo divenuto uno splendido esemplare adulto, potrebbe finire da un momento all’altro, anche per ragioni di sicurezza per entrambi. E, infatti, il padre – per non finire sul lastrico – decide di venderlo a una riserva naturale, ma in realtà si tratta di un traffico in cui i leoni vengono venduti a cacciatori senza scrupoli. A quel punto, Mia decide di fuggire insieme al suo amico felino verso la vera riserva naturale, ovvero la terra di origine di Charlie.

Un film per famiglie, formalmente tradizionale, che racconta un’amicizia reale (il regista l’ha scoperta quando girava del materiale per un documentario televisivo), informa gli spettatori  sui problemi di sopravvivenza dei felini e ne denuncia il grave commercio.

La storia di “un leone di due mondi” in una pellicola che coinvolge ed emoziona unendo in modo giusto l’utile al dilettevole. Unica francese in un cast interamente sudafricano, Mélanie Laurent nel ruolo della madre Alice. Ma quello che conquista tutti è il leoncino Thor, cresciuto nella realtà e nel film davanti ai nostri occhi. L’allevatore, ambientalista e cineasta che ha collaborato al film è Kevin Richardson. La sua missione è quella di evidenziare le condizioni del predatore più iconico dell’Africa, il leone, attraverso il suo lavoro nei media, al fianco di altri attivisti, ricercatori e scienziati.

Il cast, oltre le protagoniste: Langley Kirkwood (John, il padre), Ryan Mac Lennan (Mick, il fratello), Lionel Newton (Kevin), Lillian Dube (Jodie), Brandon Auret (Dirk).

Nelle sale italiane dal 17 gennaio distribuito da Eagle Pictures e Leone Film Group

NOTIZIE E CURIOSITA’

Un branco di sei leoni è cresciuto insieme durante la produzione del film, tra cui Thor (Charlie), un altro leone maschio e 4 leonesse.

Kevin Richardson, noto anche come “L’uomo che sussurrava ai leoni” ha supervisionato l’intero processo di produzione e tutte le interazioni tra i leoni e i bambini, assicurandosi che entrambe le parti fossero trattate con rispetto e in totale sicurezza.

Dopo la produzione, i 6 leoni sono rimasti insieme e vivono oggi nella sua riserva (Welgedacht Reserve, a 40 chilometri da Pretoria) grazie a un fondo creato dal team di produzione. Solo tre persone potevano interagire con i leoni – Daniah (Mia), Ryan (Mick) e Richardson – per garantire un ambiente di lavoro sicuro sia per gli attori sia per gli animali.

Oggi Daniah ha 14 anni, il leone un gigante di 250 chili, eppure sono ancora amici. Una storia d’amore tra un predatore selvatico e una bambina, senza nessun effetto speciale.

“Abbiamo avuto tre leoni – dice il regista -, Thor era il nostro leone principale. Ha interpretato il ruolo di Charlie dall’età di quattro mesi. Il Charlie nella vita reale ha interpretato se stesso e faceva talvolta il sostituto, e ha interpretato il leone dall’età di due mesi; Neige, una femmina, interpretava Charlie appena nato”.

Tra i produttori anche Valentine e Jacques Perrin, da “Il popolo migratore” a “La vita negli oceani”.