Il Messico è tornato a Manziana con il Bambinello

di Celesta Liuti

 Il giorno canonico era il 5 gennaio, e ovviamente anche la data del raduno di quegli amici –  temporaneamente messicani – che dovevano celebrare insieme la cerimonia del Bambinello, al quale  nel lontano paese dei Maya e degli Aztechi non c’è persona che si sottragga.

  Solo che, dopo le vive preghiere dei soliti che quel giorno avevano improrogabili faccende da sbrigare, finalmente si riuscì a mettere  d’accordo gli amici per domenica 13. E, nonostante la domenica ecologica, ci siamo ritrovati tutti (guarda caso meno i soliti sempre  afflitti da nuove improrogabili faccende, questa volta però inascoltati),  la cerimonia si svolse in tutti i suoi rituali nella località nei pressi di Manziana, tra boschi di castagni e intensivi allevamenti di cavalli, dove un lembo del Messico si è  permanentemente stabilito nella simpatica casetta di Aldo e Adelaide. La messicana è lei, ed è lei che non rinuncia alle festività celebrate nel suo lontano paese. Festività e riti che si accompagnano sempre a gustosissimi cibi a noi sconosciuti, e che Adelaide cucina con la sapienza d’un cordon bleu. Come si ricorderà, già avevamo descritto l’ottobre scorso i riti della Festa dei Morti, da celebrarsi in allegria e cibarie succulente.

  In Messico i bambini ricevono i doni il 6 gennaio: data che, prima di essere il giorno della Befana, è quella anche  dell’arrivo dei tre Re Magi con l’omaggio dell’oro, l’argento e la mirra (dunque, in certo senso, specializzati in doni), per Gesù Bambino: è lui appunto il Bambinello cui si riferisce la cerimonia.

  Ed ecco in quello che consiste: dopo una solenne mangiata con gli squisitissimi cibi della tradizione, viene portato in tavola un enorme ciambellone guarnito di canditi  nel cui impasto è stata inserita una riproduzione in plastica di Gesù Bambino. E qui comincia la trepidazione dei commensali, poiché ciascuno, a turno, deve ritagliarsi una fetta di ciambellone e, se vi trova dentro il Bambinello, dovrà offrire un pranzo a tutti gli intervenuti il giorno della Candelora (2 febbraio).

  Ci si può figurare le esclamazioni d’attesa e delusione ad ogni taglio: delusione, invece che sollievo, perché il gruppo è molto ospitale e versato nelle scienze culinarie, e tutti  ritengono un onore, un piacere, nonché un motivo di orgoglio offrire le loro specialità, ricambiando il pranzo del Bambinello.

  Per l’occasione, riuniti a Manziana, eravamo: Aldo, il padrone di casa, i suoi simpatici vicini Irene e Giovanni, una bella e giovane coppia, Francesco che ci porta sempre il  vino senza solfiti di sua produzione, Raffaella ospite squisita ma solo di cavalli, gli imbucati Greta e Brando, ovvero i cani di Giuseppe che però domenica si trovava a Milano. Quelli di Roma erano: Marcella, Lucia, Alberto e Laura, Egle e Sergio, Emilia e Luciano, Maria e Carlo e naturalmente la sottoscritta.

  La giornata era così bella che abbiamo mangiato all’aperto. Dell’enorme teglia contenente la pietanza d’obbligo della festa del Bambinello non è rimasto neanche un atomo, perché quello che non si poteva consumare senza gravi conseguenze per l’apparato digerente è stato portato via dagli intervenuti in contenitori graziosamente offerti da Adelaide. Questa pietanza consisteva in una purea di fagioli neri insaporita da ciccioli di chorizo (salsiccia piccante), nel grasso della frittura si lascia poi sciogliere una cipolla tagliata a fettine sottilissime e anche questo viene amalgamato alla purea di fagioli. Non è un piatto per stomaci delicati, e infatti la previdente Adelaide aveva approntato  un’altra teglia di purea, ma senza i succitati ingredienti. Da gustare con topos e tortillas.

  Il Bambinello è toccato in sorte ad Irene, la cui abitazione si trova vicinissima a quella di Aldo e Adelaide: tutti molto contenti, sia per l’occasione di una nuova scampagnata, ma anche per il fatto che Irene si era presentata con cibarie confezionate dalle sue mani (tutti gli ospiti arrivano con le loro specialità: Laura è insuperabile nel fritto di carciofi), da tutti giudicate le migliori tra quelle pervenute. Un appetitoso biglietto da visita per la Candelora.