“Glass”

di José de Arcangelo

Interpretato da un trio d’eccezione, Samuel L. Jackson, James McAvoy e Bruce Willis e dall’attrice vincitrice del Golden Globe Sarah Paulson (una delle protagoniste fisse di “American Horror Story”), il thriller “Glass” vede David Dunn (Willis) all’inseguimento dell’identità sovrumana (dalle personalità multipla, una ventina circa) di Kevin Wendell Crumb (McAvoy), ovvero la Bestia, in un susseguirsi di incontri sempre più pericolosi.

Elijah Price (Jackson), noto anche con lo pseudonimo de “l’Uomo di Vetro”, emergerà dall’ombra (è nell’istituto psichiatrico in cui finiranno i due) in possesso di segreti decisivi per entrambi gli uomini.

M. Night Shyamalan voleva creare una trilogia diversa da qualunque altra fosse mai stata realizzata prima. “Voglio che ciascun film sia un’opera completa, con una sua forza, un suo linguaggio, una sua originalità – ha dichiarato il regista -. Ma la trilogia, nella sua interezza artistica, è più della semplice somma delle parti. I tre film si onorano a vicenda come fratelli e sorelle”.

Una trilogia il cui primo capitolo è nato prima del filone dei fumetti che ha invaso il grande schermo (Marvel e DC Comics) e indaga sul tema di uomini con poteri straordinari in bilico tra bene e male. Superpoteri come forza sovrumana, ma anche fragilità psicologica e/o genialità nascosta. E Shyamalan, da sempre interessato al lato psicologico dei suoi personaggi e alle situazioni soprannaturali, stavolta conclude la vicenda in modo eccezionale, lotta completamente umana tra bene e male, dove trionfa il grigio, anzi l’ambiguità e il dubbio, non senza un filo di (auto) ironia.

Se il protagonista di “Unbreakable” narrava di un uomo la cui modesta percezione di sé lo aveva reso incapace di comprendere il suo vero potere, e in “Split” esplorava il potere letale di un mostro generato da una mente traumatizzata, in “Glass” scava fino alle radici stesse del concetto di identità, chiedendosi se noi siamo oggettivamente chi siamo o se invece sia la nostra mente a plasmare e, in definitiva, a determinare la nostra realtà fisica. Su questo si domanda la dottoressa Ellie Staple (Paulson), cercando di capire “Se crediamo di essere supereroi, lo siamo davvero, anche se si tratta di una illusione?”

Naturalmente, l’esito dell’esperimento sarà inaspettato come si addice al regista di origini indiane, e non bisogna svelarlo per non togliere l’effetto sorpresa di un thriller suggestivo e coinvolgente che non risparmia suspense, azione e tensione. Senz’altro uno dei migliori dell’autore del non dimenticato “Il sesto senso” (1999) degli ultimi anni.

Tornano nel cast anche Spencer Treat Clark (“Unbreakable – Il Predestinato” di cui era protagonista Jackson) e da Charlayne Woodard (sempre di “Unbreakable”), che interpretano nuovamente il figlio di Dunn e la madre di Price.

Sceneggiato, diretto e prodotto da M. Night Shyamalan, “Glass” è prodotto anche dall’ormai famoso Jason Blum di Blumhouse Production (responsabile dei migliori thriller e horror low budget degli ultimi anni), che aveva prodotto anche i due film precedenti dell’autore, e da Blinding Edge Pictures, oltre che da Ashwin Rajan e Marc Bienstock, mentre Steven Schneider è il produttore esecutivo.

Nel cast anche Anna Taylor-Joy (Casey Cooke), Luke Kirby (Pierce), Marisa Brown (Carol), Adam David Thompson (Daryl) e lo stesso Shyamalan in ruolo cameo. La fotografia è firmata Mike Gioulakis, le musiche West Dylan Thordson e il montaggio Luke Ciarrocchi e Blu Murray.

Nelle sale italiane dal 17 gennaio 2019 distribuito da Buena Vista International – Walt Disney Productions Italy