Dalla commedia francese “Alibi.com” arriva “L’agenzia dei bugiardi” di Volfango De Biasi con Giampaolo Morelli

di José de Arcangelo

Approda nei cinema italiani il 17 gennaio, la ‘nuova’ commedia di Volfango De Biasi, dal soggetto originale e dal film francese “Alibi.com” (2017), scritto da Philippe Lacheau, Julien Arruti e Pierre Dudan: “L’agenzia dei bugiardi”. Un mix fra commedia degli equivoci (il riferimento non dichiarato sono quelle teatrali scritte più di un secolo fa di Georges Feydeau) e quella contemporanea francese (più quella americana di ultima generazione che quella nostrana).

“E’ una commedia che gioca sulle bugie – dichiara il regista alla presentazione romana -, un tabù che il cinema fa cadere con leggerezza. Le bugie che riflettono le debolezze, a volte seducenti, a cui tutti prima o poi abbiamo ceduto. Questo film ironizza, senza giudicare, sull’umanità dell’errore: contraddizione, evasione, gelosia e tradimento si intrecciano nella commedia degli equivoci. Nessuno è risparmiato: vizi e difetti, così sbagliati e così umani, accomunano proprio tutti. Anche quando la bugia non ha mai le gambe corte. Del resto ho lavorato con un gruppo di attori simpatici e affiatati”.

“Anche se nel film non viene detto – ribatte Giampaolo Morelli che è il capo dell’agenzia – siamo ben pagati visto che lavoriamo 24 ore su 24 per proteggere il giardino segreto dei clienti”.

Anche se sembra il contrario, il co-sceneggiatore Fabio Bonifacci afferma: “Abbiamo cambiato un 70 per cento dei dialoghi, aggiunta la storia d’amore e anche il finale. L’originale era una commedia adolescenziale e gli episodi scollati. E qualunque riferimento è valido, anche quando abbiamo scritto i personaggi cucendoli addosso agli attori”.

“Come di consueto ho cercato di avvicinare la commedia – precisa il regista – ai cartoni animati, come avevo fatto precedentemente in quelle con Lillo e Greg (da ‘Un Natale stupefacente’ a ‘Natale a Londra – Dio salvi la regina’ ndr.)”.

“Io sono specializzato in personaggi che fanno passi sbagliati però poi ritrovano la strada giusta, come fanno gli italiani da millenni, con tipica iprocrisia. La nostra è una commedia (comicamente) scorretta, prendiamo dagli inglesi e dai francesi per essere più cinici e crudeli. Poi, Alessandra Mastronardi interpreta per la seconda volta mia figlia. Ormai siamo una famiglia”.

“Non amo gli estremi – dice Mastronardi – io cerco l’equilibrio anche sbagliando, gli estremi non portano mai ad avere un quadro sano e chiaro della situazione. Anche se Clio nel film aveva ragione perché il tradimento c’era”.

Infatti, è Alberto, interpretato da Ghini, a dare il via alla commedia perché si rivolge all’agenzia per nascondere alla moglie Irene (Carla Signoris) una scappatella con la giovane amante Cinzia (Diana Del Bufalo).

 

“Lei è una romantica – chiosa la Del Bufalo – ma non sa che lui è sposato, non una scema o, forse, più di me, cerca solidità, una figura paterna. Io non so fare il rap (nel film è una cantante rap in cerca di successo ndr.), lo fa suo malgrado, e tutte le bugie le (mi) rimbalzano addosso”.

“Il primo film italiano uscito nel 2019 – ribatte Paolo Ruffini – e in testa al box office è quello di Massimiliano Bruno e della sua banda voglio fare loro gli auguri. Se un film è buono il pubblico lo premia. La nostra è una commedia prima romantica, poi demenziale e infine una pochade. Non sono un bugiardo, le bugie mi rimbalzano, ma mi piace credere che il cinema mente continuamente”.

“Ho fatto solo film con Medusa (la produzione ndr.) – confessa Herbert Ballerina, ‘spalla’ di Maccio Capatonda – e questo con un regista non deficiente, ma preparato. Sono un bugiardo cronico, quando avevo 10 anni ho detto a mia madre che andavo a mangiare da un amico e sono andato all’Acquapark di Giulianova”.

“Fred ha una sua ferita a causa dei genitori – precisa Morelli sul suo personaggio -, fa il suo lavoro per sentirsi meglio, ma è molto sensibile e ama la verità forse a causa di Clio”.

A questo punto tutti sviano la domanda sull’essere bugiardi o meno, visto che il vero bugiardo non lo confessa mai, e svoltano su aneddoti dell’infanzia e dintorni, mentre il musicista Raiz, che interpreta il capo rom, dice: “Mi sono molto divertito col personaggio, sopra le righe, caricaturale. Abbiamo girato in un vero campo rom ma loro parlavano tutti abruzzese o napoletano”.

Quindi una commedia corale uguale (a tante altre) ma diversa dall’originale francese forse perché meno volgare e sboccata.

Nel cast anche Paolo Calabresi (Maurizio, l’amico di famiglia, direttore di banca), Antonello Fassari (Monsignore) e in ruoli cameo Nicolas Vaporidis (Rodolfo), Piero Pelù (se stesso) e il regista.

Nelle sale italiane dal 17 gennaio distribuito da Medusa in 400 copie