Tornano nei cinema italiani “Gli uccelli” di Alfred Hitchcock

di José de Arcangelo

Ritorna al cinema, in versione restaurata, uno dei capolavori incompresi di Alfred Hitchcock “Gli uccelli” (1963), tratto da un racconto di Daphne Du Maurier, della quale il ‘maestro della suspense’ (o del brivido se preferite) aveva già portato sullo schermo “La taverna della Giamaica” e, vent’anni prima, “Rebecca, la prima moglie”. Il testo della scrittrice inglese era solo uno spunto e doveva diventare un episodio del televisivo “Alfred Hitchcock presenta”, ma poi il grande Hitch, dopo aver letto un fatto di cronaca su un inspiegabile attacco di uccelli a Santa Cruz, decise di portarlo sul grande schermo e lasciare solo il titolo del racconto originale.

Infatti, aperto a ogni tipo di interpretazione (politica, religiosa, sociale, erotica, ecologica). E’ stato letto persino come una parabola cristiana: attaccati dai volatili, gli uomini imparano a essere più umani, più solidali, ad amarsi. Accoglienze critiche in gran parte negative, soprattutto quando uscì negli Stati Uniti.

Un thriller inquietante che anticipava argomenti quali ecologia e rivolta della natura (tramite le vittime di caccia e inquinamento), ma anche dai rimandi psicologici e metaforici, e con un’attrice fino allora sconosciuta, la Tippi Hedren (madre di Melanie Griffith) protagonista del successivo “Marnie”, accanto al giovane Sean Connery.

Suspense e tensione in crescendo dall’inizio in un’atmosfera di apparente serenità e pace, verso un finale apocalittico e aperto. Inquietante perché realistico e senza colonna sonora musicale (comunque firmata da Bernard Hermann), ma soltanto sostenuto da dialoghi, rumori e strida di uccelli, deformati e ritmati come in una vera partitura.

Sceneggiato con Evan Hunter, “Gli uccelli” (The Birds) riscrive i personaggi e mantiene le emozioni, la sensazione di impotenza e di angoscia che s’impossessa dell’uomo quando è lui che ne diventa preda. Erano quelle che avevano conquistato il regista del precedente capolavoro “Psyco” (1960), alla prima lettura.

A Bodega Bay, cittadina californiana vicino a San Francisco, arriva Melanie (Hedren) per consegnare una coppia di uccellini a Mitch Brenner (Rod Taylor) come regalo di compleanno per la sorellina. Ma gli uccelli, specialmente gabbiani e corvi, cominciano ad attaccare in gruppo gli esseri umani con implacabile ferocia. Unico film fantastico (ma non troppo) nella carriera di Hitchcock, comincia sui toni della commedia mondana e finisce nei toni di un’allegoria apocalittica, basata sulle tre unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione).

Effetti e trucchi animati di Ub Iwerks. Nel cast anche la veterana, grande, Jessica Tandy (poi vincitrice di un Oscar per “A spasso con Daisy”), Rod Taylor (da “Una domenica a New York” a “Zabriskie Point”), Suzanne Pleshette (da “4 bassotti per 1 danese” a “Roba che scotta” e tanta televisione) e la giovanissima Veronica Cartwright (dalla tv a “Verso il sud” e “Alien”)

Nelle sale italiane dal 7 gennaio 2019 distribuito da Cineteca di Bologna nell’ambito dell’iniziativa Cinema Ritrovato