Perfetti, imperdibili: La Bibbia degli Oblivion è vero musical

di Marco Ferrazzoli

 ‘La Bibbia riveduta e scorretta’ dagli e degli Oblivion è semplicemente imperdibile: il miglior spettacolo dei migliori artisti di questo genere. Perché le valutazioni non sembrino troppo arbitrarie e apodittiche, va spiegato che il quintetto – esploso mediaticamente con ‘I Promessi Sposi in 10 minuti’, un cult che ha persino dato origine a fenomeni emulativi nelle scuole, ma non abbastanza noto al grande pubblico – è specializzato in un originale mix di musica, teatro, satira e letteratura basato sui cosiddetti ‘centoni’, cioè collage con parodie di brani celebri. Stavolta invece, Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli si impegnano con un vero e proprio musical, originale in tutto e per tutto: testi, musiche, regia, costruzione scenica. Per la prima volta e “senza che nessuno glielo abbia chiesto”, specificano.

  Il risultato è perfetto, geniale, esilarante, semplicissimo. Sulla scia di loro perle quali ‘Tutti quanti voglion fare yoga’, ‘C’è bisogno di zebra’ e ‘Othello l’h è muta’ (cercare e vedere in rete, per chi non li conoscesse). Fabio spiega che a lui, Davide e Lorenzo per scriverlo è servito “un anno di duro lavoro”. In realtà sono stati velocissimi, considerate le due ore di eccellenza teatrale che ne sono uscite. A partire da gag semplicissime, quali il libro che fa acqua letteralmente e la strega che vince l’omonimo premio (due bottiglie del liquore sponsor restano sul palco per tutto lo spettacolo, chissà perché), fino ad alcuni brani che rivaleggiano senza tema con i classici più acclamati, da Rugantino a Jesus Christ Superstar (il primo, ma non del tutto appropriato paragone che viene alla mente). Uno spettacolo home made, al solito, considerato che le musiche sono di Lorenzo e le coreografie di Francesca (l’impeccabile regia è del fidato Giorgio Gallione) nel quale i cinque si muovono, recitano e cantano con la precisione elvetica e la vena pirotecnica di sempre.

  Come nella miglior tradizione del genere, il plot non è lineare: la Bibbia viene infatti raccontata attraverso la storia di Johann Gutenberg che a Magonza, nel 1455, introduce la stampa a caratteri mobili e cerca un best seller da lanciare. Dio gli si propone come autore. Da questo escamotage parte una serie inesausta di discussioni, digressioni, vicende e personaggi come fraulein Schöffer e Frau Fust. È il musical, insomma, e ormai “non si torna più indietro”, avverte Fabio.

 

  Ironia e sarcasmo la fanno da padrone: la crisi della (sacra) famiglia tradizionale, l’interpretazione “da Dio” dell’antico Testamento, Gesù trasformato nel rapper J.C. con i suoi “quattro ghost-writers ufficiali e qualche apocrifo”, il conflitto tra Padre assente e Figlio ribelle… Ma l’happy end e la morale finale – la Bibbia non può essere presa tutta alla lettera, dato l’affastellarsi di tanti precetti impartiti nel corso di millenni – chiariscono quanto l’obiettivo sia dissacrante e non blasfemo, tutt’altro. Certo, alcune bordate sulla circoncisione, sulla bigamia divina e sui Testimoni di Geova sono forti, ma chi si offende dovrebbe riflettere su quanto fede e religione oggi siano messi in crisi dalla disaffezione e non certo dalla benevola presa in giro. E comunque tra le parodie degli Oblivion si contavano già quelle su alcuni celebri brani musicali della Messa, oggetto anche di alcune straordinarie rivisitazioni di Elio&le Storie Tese (l’unico gruppo cui, in qualche misura, i cinque possano essere paragonati).

  Nonostante ciò, confessa Graziana, ci sono serate in cui qualcuno dal pubblico si alza e se ne va nel mezzo dello spettacolo. La stragrande maggioranza del pubblico, però, reagisce con un gradimento segnato da risate e applausi al limite della standing ovation. Resta, nei giorni in cui ci ha lasciato Iaia Fiastri, un’amara riflessione su come la forma di spettacolo più completa e professionale sia in Italia sottovalutata o, peggio, fraintesa: basti dire che i cinque sono stati esclusi dalla fase finale di X-Factor nel 2009. Una bocciatura incomprensibile cui le scenette sui talent inserite in questa Bibbia ci paiono la miglior risposta.

  La Bibbia degli Oblivion è musical per le nostre orecchie, i nostri occhi e il nostro cervello. In scena fino al sei gennaio al Quirino di Roma e poi impegnati in una tournée defatigante, considerando quanto lo spettacolo sia fisicamente impegnativo e che spesso il gruppo si esibisce in pomeridiana e serale.