“Sulle sue spalle”

di José de Arcangelo

Un documentario lucido e toccante, “Sulle sue spalle”, diretto, fotografato e montato da Alexandria Bombach, segue la storia di Nadia Murad, Premio Nobel per la Pace 2018. Nadia è una sopravvissuta: aveva appena 20 anni la notte del 3 agosto 2014, quando l’Isis attaccò Sinjar, la sua città natale, e sterminò la sua famiglia insieme a gran parte della popolazione di fede Yazidi, quindi non musulmana, da secoli in Iraq. Lei fu catturata, subì ogni genere di violenza e solo per una coincidenza riuscì a mettersi in salvo. Gli uomini uccisi, le donne e i bambini presi per farne degli schiavi.

Ora Nadia è diventata il volto e il simbolo di un popolo dimenticato e, giorno dopo giorno, combatte una battaglia difficile e dolorosa, quella per la memoria per ricordare a tutti un genocidio che ancora oggi prosegue. Dai campi di profughi in Grecia ai raduni di sopravvissuti a Berlino, dal Parlamento canadese alla sede della Nazioni Unite, questa ragazza giovanissima continua a raccontare la sua storia e trova il coraggio di ripercorre ancora una volta quei momenti terribili, riaprendo ferite recenti. Perché quanto è accaduto e sta tuttora accadendo non passi sotto silenzio. Perché la sua voce diventi il grido di speranza di un intero popolo. Per conoscere e non dimenticare un orrore che appartiene a tutti.

E se oggi la sua terra è stata liberata, le cicatrici non sono ancora rimarginate, anzi, tornare in un posto dove un’intera comunità è stata uccisa (oltre 3mila) o costretta a fuggire, non trovare più amici né familiari, affetti né riferimenti non è facile per nessuno, anche perché quella che è stata dilaniata è l’identità, personale e culturale, tanto nel fisico quanto nella psiche.

Alexandria Bombach riesce a trasmettere allo spettatore informazioni ed emozioni attraverso i discorsi e gli spostamenti di Nadia, senza interferire con commenti fuori campo, ma ricostruendo la vita quotidiana della giovane, anche mentre passeggia per città finora sconosciute, mentre parla con i nuovi amici, o addirittura cucina insieme a loto, connazionali o stranieri, funzionari e interpreti.

Il ritratto di una giovane donna – a cui sono stati scippati sogni e passioni, passato e futuro – alle prese con un battaglia perché venga riconosciuto il diritto di esistere del suo popolo e di avere giustizia per i crimini contro l’umanità di cui è stata vittima. Ed è il suo viso che racconta il suo dolore e il suo coraggio.

Nelle sale italiane dal 6 dicembre distribuito da I Wonder Pictures