Da sabato 15 dicembre su canale Nove “Firenze secondo Me”, un viaggio culturale di e con Matteo Renzi

di José de Arcangelo

Da sabato 15 dicembre 2018 approda sul canale Nove – la rete ‘generalista’ di Discovery – la mini serie documentaria (4 puntate da 90’ alle 21.25) di Matteo Renzi “Firenze Secondo Me”, scritta con Sergio Rubino, diretta da Alberto Di Pasquale e fotografata da Massimo Pascucci. Ma la politica non c’entra, visto che Renzi stesso – insolita guida – l’ha presentata in una conferenza stampa questo pomeriggio a Firenze in diretta sulla propria pagina di Facebook per spiegare il perché e come ci è arrivato a fare questa dichiarazione d’amore alla sua città, alla sua bellezza, alla sua storia, alla sua genialità e alla sua cultura. E ha offerto in anteprima alcune clip della trasmissione.

“La Firenze consueta vista con sguardo inconsueto – ha confessato -, forse parziale, ma è il mio sguardo. Un mio sogno che si realizza”.

Un progetto di vecchia data che Lucio Presta (produttore) ha portato in porto. Prologo ed epilogo alla Galleria degli Uffizi per cui Renzi ha ricordato la strage di via dei Georgofili, “una Meraviglia colpita al cuore dalla mafia uccidendo cinque persone. Una bomba con cui si voleva colpire l’identità culturale, portare via i sogni”.

L’ex Presidente del Consiglio, già sindaco della città, ha poi sottolineato l’importanza della cultura, invitando a riflettere sul perché siano nati tanti geni a Firenze durante il Rinascimento, e su cosa fa scattare il genio.

“I fiorentini avevano capito già allora – dice – l’importanza di mandare i bambini di ogni estrazione sociale a scuola come nessuno aveva fatto prima creando l’Istituto degli Innocenti, ancora oggi in piedi, e dal cui Stenditoio all’ultimo piano si può immaginare un legame con l’attualità perché si ha una vista straordinaria su tutta la città. Il diritto alla vita e alla cultura sono l’essenza stessa di Firenze, non a caso vi è nata la prima cattedra di pediatria”.

Ma ovviamente il percorso scelto da Renzi non è molto diverso da quello che di solito percorrono i visitatori di tutto il mondo, però visto in modo inconsueto, né da cartolina né da guida turistica e tanto meno da addetto ai lavori.

“E’ la mia visione – conferma -, luoghi che un sindaco conosce, e di cui raconto storie diverse; le opere presenti agli Uffizi mi limito a guardarle come cittadino, e come tale considero capolavoro assoluto ‘La Madonna del cardellino’ di Raffaello, che ritengo forte, struggente e dolce al tempo stesso”.

Il viaggio continua da San Lorenzo al Forte Belvedere (visto dalle colline), dal Corridoio del Vasari al Duomo, da Santa Croce al giardino di Boboli, ma anche alla Biblioteca Laurenziana per scoprire, nell’antico Archivio della parrocchia l’identità di Mona Lisa. Chiusura a Roma, in Senato, “che poi era la casa romana dei Medici”.