Avvicinarsi alla scienza divertendosi con “Conversazioni Atomiche” di Felice Farina dal 13 dicembre al cinema

di José de Arcangelo

Un gustosissimo documentario, anzi un docu-film sui toni della commedia che avvicina lo spettatore alla Fisica in arrivo nei cinema italiani. E’ “Conversazioni Atomiche” di e con Felice Farina, affiancato da Nicholas Di Valerio, sceneggiatore, attore e musicista del film, in tour nelle sale italiane dal 13 dicembre e per le scuole da gennaio, prodotto e distribuito (con Nina Film) da Istituto Luce – Cinecittà.

Non un film didattico ma una dichiarazione d’amore accorata e leggera alla scienza italiana, proposta in una sorta di road movie e in una formula inusuale in cui si legano gli elementi diversi della commedia e del documentario, alla ricerca di alcuni concetti fondanti della fisica di oggi per trasferirli anche a chi è convinto di non capirne un accidente o, peggio, di non averne alcun bisogno.

Reduce del Festival della Scienza di Genova, del NG Festival delle Scienze di Roma e del Trieste Science + Fiction Festival, “Conversazioni Atomiche” sperimenta con successo un modello di divulgazione scientifica appassionato e personale. Una chiave donchisciottesca dove lo stesso autore e il suo riluttante scudiero / operatore di ripresa (Di Valerio) si intrufolano nella quotidianità di chi non smette di porsi domande.

Dall’acceleratore di particelle di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare al Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, dall’Interferometro Virgo all’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore, Farina con la sua telecamera si addentra nei laboratori di ricerca per “raccontare la quotidianità di chi ha scelto di dedicare la propria vita a fare domande”.

Il tutto fra situazioni da ‘buddy movie’ e dialoghi appassionati, divagazione storica e sconfinamenti che aprono al mistero del non ancora conosciuto in un viaggio in lungo e in largo per l’Italia, supportato da un inedito contrappunto di filmati poco conosciuti dell’interminabile archivio Luce   e che invita a riflettere su quella sfida, tipicamente umana, di andare oltre le colonne d’Ercole “per seguir virtute e canoscenza”.

“Sono da sempre ammalato di scienza – ha confermato Farina alla presentazione stampa romana alla Casa del Cinema -, e credo nell’importanza della divulgazione scientifica perché è importante che si conoscano le domande che la scienza pone alla natura. Non amo quei documentari in cui gli scienziati appaiono in fredde interviste dal linguaggio forzatamente semplificato, e dove mirabili apparecchiature rimangono nel mistero del troppo complicato. Allora ho pensato a questo piccolo esperimento, in cui come dice il titolo si conversa, più che teorizzare; e dove si cerca di seguire un metodo per così dire ‘galileiano’, cioè si osserva e si traggono conclusioni. Ho cercato di fare in modo che chiunque lo finisca di guardare si ritrovi a intuire, almeno nei concetti essenziali, due dei fondamenti della fisica contemporanea che credo oggi debbano essere parte integrante del sapere, non foss’altro perché determinano uno sguardo diverso e assai più profondo sulla natura, e cioè la gravità einsteiniana e la meccanica quantistica, il cui disaccordo è tuttora irrisolto e centrale. Come guarnizione di un corpo dal contenuto indubbiamente spesso, ho scelto uno stile a me familiare, ma del tutto insolito per un documentario scientifico”.

Quindi, un docu-film a metà strada fra Piero Angela e Ugo Gregoretti, visto che il regista conferma che lo spunto viene proprio dai programmi televisivi del secondo.

“Mi fa piacere perché una sua trasmissione fine anni ’80, in cui faceva delle inchieste per Rai2, si portava dietro un accompagnatore per fare degli sproloqui. Una persona importante, una figura a cui mi sento molto vicino. Perciò, dopo tante commedie, ho deciso di fare uno sperimento unendo comicità e scienza per far passare alcuni concetti fondamentali come la quantistica che oggi si usa a sproposito persino in cucina ma spesso la maggioranza non sa cosa sia; e anche il mistero della gravità che si crede possa modificare il tempo, la gente va a vedere i grandi documentari ma ci capisce molto poco”

 

 

“Abbiamo fatto quattro o cinque sedute all’università – prosegue Farina – durante le quali abbiamo parlato ore e ore per ricavarne qualche minuto, ma per imparare e studiare anche noi. Un lavoro molto artigianale e indipendente durante il quale sono nati rapporti d’amicizia”.

“Mi ha pagato solo come sceneggiatore – scherza Di Valerio – ma come attore è il mio esordio. E’ stato un lavoro complessissimo e appagante, anche se io sono appassionato di fantascienza. Per la scrittura di un film del genere su un tema molto complicato abbiamo evitato la caricatura perché il nostro è un rapporto in parte vero. E’ una confezione fedele in cui ho scoperto e riscoperto la crème de la crème della scienza della scienza italiana a cui abbiamo rivolto le domande giuste e più importanti”.

“Loro hanno inventato un nuovo modo – afferma il Prof. Associato di Fisica Teorica dell’Università Federico II di Napoli, Giovanni Amelino Camelia –, si sono intrufolati nei laboratori e delle 30 ore in cui ha parlato con me, Felice ha tenuto i 3’ migliori. Ero interessato a vedere il risultato finale perché quello che ho detto erano cose che non avevo già pensato prima. Una conversazione sulla verità delle cose sono nate alcune delle idee e che non ho rifatto, infatti, sono nate durante l’intrusione nella ricerca della verità”.

“L’antiscientificità esiste in varie fazioni – dichiara Farina -, la politica pretende di dominare la scienza, ma il mondo della ricerca italiana si trova ad un alto livello nella rete internazionale e in primo piano nel dibattito avanzato a livello mondiale. La fuga dei cervelli non è solo perché non vengono pagati, ma perché la loro è una passione coerente, invidiabile. La messa in scena non è inventata, le interviste nascono dalla conversazione e da cui sono nate delle idee molto belle, nonostante un esponente del Movimento 5 stelle abbia sostenuto che ‘la scienza segue il percorso della politica”!

“C’è una differenza nel linguaggio rispetto ad altri lavori – aggiunge Camelia -, ci sono pochi camici bianchi, ma c’è una grande passione né mistica né sacra. Il mio grande amore per i numeri mi ha portato ad amare il grigio che rappresenta quello che ancora non sai e vuoi scoprire, e questo mi ha sempre abbagliato. Ma non c’è niente di monacale nel nostro (troppo) lavoro”.

“Il fatto che mi trovo ora in Australia per parlare di scienza – ribatte via Skype Catalina Oana Curceanu, Primo ricercatore Infn di Frascati – dimostra che non siamo sempre chiusi in laboratorio; e in quanto alla quantistica meccanica litighiamo anche, perché non si tratta di una scienza esatta ma fisica sperimentale, fatto che la differenzia dalla matematica. Tutto deve essere sperimentato, ma forse non arriveremo mai alla soluzione, oppure ci riusciremo tra mille anni. Però il nostro lavoro è per la società non per la politica e ha una forza importantissima, non a caso dalla nostra ricerca sono nati i rivelatori di tumori e delle malattie genetiche che sono ora negli ospedali”.

“Spero di essere riuscito a dire abbastanza – conclude Farina -, consapevole che non si può dire tutto. Ma durante le proiezioni ho avvertito una reazione positiva nel pubblico di tutte le età, anche se forse è più adatto per gli studenti dei licei. Ho avuto i complimenti di un’amica di mia figlia che mi ha confessato ‘Se non mi fosse iscritta a Medicina forse avrei fatto Fisica”.

In “Conversazioni Atomiche” partecipano anche Andrea Ghigo, Responsabile visione acceleratori, Infn, Frascati; Catia Milardi, Responsabile Scientifico del Complesso di Acceleratori, Infn, Frascati; Marcello Messina, Commissioning Manager of the Xenon1T Esperiment, Laboratori del Gran Sasso, Infn; Antonella De Ninno, Ricercatore Enea, Frascati; Guglielmo M. Tino, Prof. Ordinario di Fisica Atomica – Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Firenze; Alberto Giazotto, Dirigente della Ricerca, Infn, Pisa; Franco Frasconi, Primo Ricercatore, Infn, Pisa; Andrea Di Paola, Astronomo ricercatore, Infn, Roma; Alessio Giunta, Astronomo; Marcello Massimini, Medico neurofisiologo, Università Statale, Milano.

Per matinée nei cinema con biglietto ridotto per i ragazzi Info e prenotazioni: antonella.montesi@yahoo.it – Mob.3497767796 (dalle 15.00 alle 19.00)