“La casa delle bambole” (Ghostland)

di José de Arcangelo

Dopo essere stato presentato nei festival specializzati di Sitges (nomination), Molins de Rei (Premio della Giuria, nomination per Film e Regia) e Gérardmer (Grand Prize, Premio della giuria SyFy a Laugier e Miglior Film), e dell’uscita in patria a marzo e subito dopo negli altri paesi del mondo), approda nelle sale italiane il riuscito thriller-horror “La casa delle bambole” (Ghostland), sceneggiato e diretto dal francese Pascal Laugier, già autore di “Saint Ange”, “Martyrs” e “I bambini di Cold Rock”.

Prodotto da Francia e Canada, è un horror dalla struttura classica e dalle atmosfere inquietanti che si rifà a quelli degli anni Sessanta, fra thriller psicologico e horror sulle case infestate, negli ultimi decenni diventate un vero filone. In questo caso, l’orrore viene soprattutto dal passato e risiede nei meandri della mente delle protagoniste, aggredite in casa anni prima (nel prologo). E così tutto si fonde e si confonde in un incubo senza fine. Riportando in mente i classici del genere, da Hitchcock a De Palma e Argento.

Pauline (Mylène Farmer) e le due figlie adolescenti, Beth (Crystal Reed) e Vera (Anastasia Phillips), ricevono in eredità dalla vecchia zia Clarissa una casa piena di cimeli e bambole antiche che rendono l’atmosfera casalinga non solo misteriosa ma tetra e inquietante. Durante la notte, però, due intrusi penetrano nella casa e prendono in ostaggio le ragazze. Pauline lotta disperatamente per la vita delle figlie e riesce a sconfiggere gli assalitori, ma il trauma di quella notte segnerà per sempre il destino delle ragazze.

Mentre Beth riesce a reagire e a lasciarsi il passato alle spalle (ma ha ancora terribili incubi), diventando una scrittrice di successo (appassionata di Lovecraft); Vera invece non supera lo shock subito e si rinchiude nelle sue paranoie. Sedici anni più tardi, infatti, Beth riceve una telefonata dalla sorella – rimasta in quella casa con la madre – che le chiede aiuto. La giovane lascia marito e figlio e ritorna così nella ‘casa delle bambole’ dove scoprirà che l’incubo, in realtà, non è ancora finito…

“La casa delle bambole” è un thriller cupo, ossessivo e claustrofobico che più che mostrare suggerisce, tanto da cambiare a tratti registro e direzione. Fra suspense e tensione, conquisterà soprattutto chi ama il genere di una volta quello che indaga sulla violenza fonte di morti e traumi, i quali difficilmente scompaiono del tutto e anche sui danni collaterali di tragici eventi. Un inquietante mix fra verità e menzogna, fiction e realtà, ambiguità e incubo, di cui le bambole sono macabra metafora, simulacro e simbolo di un’adolescenza violata e/o negata.

Nel cast anche Emilia Jones (Beth adolescente), Taylor Hickson (Vera adolescente), Kevin Power (Candy Truck Woman), Rob Archer (uomo grasso), Mariam Bernstein (Janet), Alicia Johnston (Cooper), Adam Hurtig (marito di Beth) e Denis Cozzi (suo figlio).

Nelle sale dal 6 dicembre 2018 distribuito da Midnight Factory / Koch Media