“Conta su di me”

di José de Arcangelo

Una commedia sulla tragedia di una vita ancora da vivere, su un adolescente condannato dalla malattia, però non un film sul male ma sui rapporti, le amicizie improbabili, su genitori e figli. Ispirato a una storia vera, tratta dal libro omonimo di Daniel Meyer e Lars Amend, “Conta su di me” ovvero “Dieses bescheuerte Herz” – ci sono altri quattro film precedenti con lo stesso titolo italiano -, del tedesco Marc Rothemund, ha molto in comune con il fortunato film francese “Quasi amici”, incentrato su un rapporto prima forzato poi solido e commovente. Quindi visto da un altro punto di vista, tra adolescenza e futuro incerto.

Racconta l’incontro tra Lenny (l’efficace Elyas M’Barek), un trentenne scapestrato, incosciente e irresponsabile, che pensa solo a divertirsi, e David (la rivelazione Philip Noah Schwarz), un ragazzo di 15 anni con una grave malformazione cardiaca, la cui quotidianità ruota attorno a cliniche e interventi chirurgici e la cui aspettativa di vita è incerta, appunto.

Il papà di Lenny (Uwe Preuss), famoso cardiologo, costringe il figlio a prendersi cura di David, suo paziente fin dalla nascita. Per rendere meno noioso il suo compito, Lenny – dopo un certo rifiuto – decide di sfidare se stesso e far stilare a David una lista di desideri semplici e talvolta folli, che lo aiuterà a realizzare prima che sia troppo tardi. Nasce tra i due nasce prima una certa complicità che si trasforma man mano in una bellissima amicizia, intensa e senza freni, vissuta pienamente in ogni suo singolo momento, come se fosse l’ultimo della (loro) vita.

Un dramma sui toni della commedia che affronta con leggerezza un tema delicato senza cadere mai negli eccessi del sentimentalismo né del pietismo. Un modo per far riflettere sull’adolescenza negata che riguarda solo i malati terminali ma tutti i ragazzi, vittime di pregiudizi e intolleranza, divieti e indifferenza. Ma anche sui trentenni – non tutti ovviamente – che pensano di godersi la vita ma in realtà la stanno bruciando senza vivere mai fino in fondo sentimenti e rapporti veri. E, soprattutto, una storia sul non arrendersi mai a un destino che sembra ormai segnato. Non a caso il vero protagonista ha compiuto ora vent’anni.

Un film che non sembra ‘tedesco’ e che trova ispirazione nella commedia europea, inclusa la nostra mitica ‘commedia all’italiana’ degli anni d’oro, e l’equilibrio giusto fra dramma e commedia, senza cadere negli stereotipi e luoghi comuni del genere. Quello che hanno trovato anche i protagonisti, due generazioni di attori, intensi e credibili.

Nel cast anche Nadine Wiertz (Betty Muller, la madre), Lisa Bitter (dott. Julia Mann) e Karin Thaler (Astrid).

José de Arcangelo

(3 stelle su 5)

Nella sale italiane dal 22 novembre distribuito da M2 Pictures