Il grembiule di Jole

di Mamma Oca

  Jole aveva un grembiule a scacchi rossi e blu di cui andava fierissima. Non avrebbe mai voluto toglierlo. A Jole piaceva soprattutto affondare le mani nelle tasche, insolitamente capaci ed anche con l’uso della parola.
Un giorno la tasca destra si rivolse a Jole con una preghiera: “Jole, oramai conosco così bene la tua mano destra, che mi è venuta a noia. Ora provo un gran desiderio di conoscere l’altra tua mano”.
Intervenne la mano sinistra, che aveva sentito tutto: “Anch’io, anch’io vorrei cambiare”.
Jole volonterosamente incrociò le mani, infilandole poi nelle tasche perché facessero la reciproca conoscenza, ma non fu così comodo come prima: “Mi dispiace, è troppo faticoso, e purtroppo non so come altrimenti accontentarvi”.
Le due tasche minacciarono di andarsene.
“Aspettate ancora un poco”, supplicò Jole: “Sono sicura che prima o poi mi verrà un’idea”.
A forza di pensarci, Jole trovò la soluzione. Si ricordò di aver letto sul giornale d’un celebre chirurgo capace di riattaccare qualsiasi arto. Si recò da lui e gli chiese di scambiarle le mani per far felici le sue tasche.
Il chirurgo pensò che Jole era una sciocca, ma decise di eseguire lo stesso l’operazione, così i giornali avrebbero parlato nuovamente di lui.
Il giorno stabilito per l’intervento, Jole stava correndo lietamente verso la sala operatoria, quando si scontrò con un’infermiera. Per scusarsi, le raccontò le vicende del grembiule e delle sue tasche.
“Jole”, le disse l’infermiera, “non ti pare che sarebbe più semplice scucire le tasche del grembiule e scambiare la loro collocazione?”.
“Come ho fatto a non pensarci prima?, esclamò Jole, e corse a casa per seguire il consiglio dell’infermiera.