Ha aperto i battenti il 33° Festival Internazionale di Mar del Plata

di José de Arcangelo

Inaugurato ieri Il Festival Internazionale di Cinema di Mar del Plata – dal 10 al 17 novembre 2019 – tra omaggi e star internazionali, retrospettive e concorsi, cine argentino, latino-americano e mondiale. Tra le rassegne monografiche di spicco – alla presenza degli attori e autori – quelle dedicate ai francesi Jean-Pierre Léaud – attore feticcio del rimpianto François Truffaut -, l’autore Léo Carax e al veterano Pierre Richard, il commediante tornato in primo piano negli ultimi anni, dopo i grandi successi dagli anni Sessanta agli Ottanta (da “La capra” a “Les compères”).

E per la prima volta il festival ha un direttore artistico donna, Cecilia Barrionuevo, di lunga esperienza nella squadra di programmazione e di sempre più crescente prestigio internazionale. La Barrionuevo ha dovuto lottare fino all’ultimo momento – data la devalutazione del peso rispetto al dollaro, quasi raddoppiata negli ultimi mesi – con tagli al ‘presupuesto’ (sovvenzione statale e non), e quindi riduzione delle giornate e della programmazione.

Nella competizione internazionale, tra cui alcuni titoli già presentati in altri festival internazionali come Cannes, Toronto, Locarno e l’italiano “What You Gonna Do When The World’s On Fire – Che fare quando il mondo è in fiamme?”, il film di Roberto Minervini, proiettato in gara all’ultima Mostra di Venezia. Ma, ovviamente, non ancora usciti nelle sale nemmeno in patria.

Gli altri titoli: “A Portuguesa” (t.l. La portoghese) di Rita Acevedo Gomes; “Belmonte” dell’uruguayano Federico Veiroj – coproduzione con Messico e Spagna; “Cassandro el exotico” dei francesi Marie Losier e Bertrand Jacquot; “Chuva è Cantoria na aldeia dos mortos” (The Dead and The Others), documentario dei brasiliani Joao Salaviza & Renée Nader Messora; “Entre dos aguas” (t.l. Tra due acque) dello spagnolo Isaki Lacuesta; lo statunitense “If Beale Street” di Barry Jenkins (autore del sopravalutato “Moonlight”), dall’acclamato romanzo di James Baldwin; “In Fabric”, scritto e diretto dall’inglese Peter Strickland, commedia horror reduce di tanti festival specializzati e non; “Muere, Monstruo, Muere” (t.l. Muori, Mostro, Muori) dell’argentino Alejandro Fadel, anche questo un horror di coproduzione con Spagna e Francia; l’americano “Skate Kitchen” di Crystel Moselle; l’argentino “Vendràn lluvias” (t.l. Arriveranno piogge) di Ivan Fund; “Yara” dell’iraki Abbas Fahdel, già autore di documentari, tra cui “Homeland: Iraq Anno Zero”.

Ma ovviamente, oltre alle sezioni ufficiali, ci saranno incontri, riflessioni, convegni e master class, omaggi – per il centenario della nascita di Ingmar Bergman, molto amato in Argentina, verrà ricordato con una rassegna di 8 film, un libro e una mostra – ed eventi speciali. Infatti, il regista americano Hal Ashby verrà ricordato nella sezione ‘Generazione VHS’, i generi nelle sezioni ‘Ora Zero – Medianoches encendidas’ (horror e fantascienza), ‘Venas abiertas – Fiesta oscura” (polizieschi eccessivi e horror apocalitici di marchio latino-americano).

MarDelPlataLogo