Sulla scia della denuncia anti Trump, approdano alla Festa del Cinema di Roma “Il coraggio della verità” e “Fahrenheit 11/9” di Michael Moore

Sulla scia dell’intolleranza e del razzismo dell’era Trump ecco “Il coraggio della verità” diretto da George Tillman Jr., tratto dal romanzo di Angie Thomas e da non confondere con l’omonimo film di Edward Zwick (1996) con Denzel Washington, presentato nella Selezione Ufficiale della 13.a edizione della Festa del Cinema di Roma.

Una sorta di young adult dramma, fra denuncia e thriller, che racconta la storia di Starr (la rivelazione Amandla Stenberg, già vista in “Hunger Games”, “Noi siamo tutto” e “Darkest Minds”), adolescente afroamericana che assiste all’uccisione del suo amico di infanzia Khalil (Algee Smith) per mano di un poliziotto che lo credeva armato. La ragazza è l’unica testimone dei fatti e le sue parole possono far incriminare il poliziotto. Dall’altra parte, però, un noto spacciatore della zona, per cui il ragazzo ucciso lavorava, continua a minacciarla per evitare che la giovane faccia anche il suo nome.

Una storia che faceva prevedere la solita sequela di retorica e luoghi comuni, e invece si è rivelata una sorta di sorpresa. Fatta eccezione per qualche sbavatura nella sceneggiatura oppure alcuni inutili particolari che rallentano la narrazione o scelte registiche inappropriate. Comunque, “The Hate U Give” (titolo originale) resta un film sincero e avvincente, senz’altro al di sopra della media americana, in uscita prossimamente distribuito da 20th Century Fox Italia.

Sempre nel segno della denuncia anti-Trump, torna Michael Moore dopo “Fahrenheit 9/11”, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, e stavolta concentra la sua attenzione su un’altra data significativa per l’America – non solo -, il 9 novembre 2016, giorno in cui Donald Trump è stato eletto 45° Presidente degli Stati Uniti.

“Fahrenheit 11/9” (il titolo), ovviamente, è l’ultimo documentario firmato da Moore – presentato alla Festa del Cinema e da ieri nelle sale italiane distribuito da Lucky Red -, un affresco liberale e anti-conservatore che non prende di mira solo l’amministrazione degli Stati Uniti, ma anche le politiche dei Democratici e dei Repubblicani che hanno portato all’attuale situazione politica. Aggravatasi in questi giorni dai discorsi di intolleranza e razzismo del Presidente degli States contro l’immigrati provenienti dal centro e Sudamerica che sono decisi (soprattutto da un gruppo partito dall’Ecuador) a raggiungere la frontiera americana a piedi e ad ogni costo.