FU LA SPAGNA!

 di Gladis Alicia Pereyra

Lo sguardo fascista sulla Guerra civile spagnola

 

  La guerra civile spagnola vista dai fotoreporter inviati sul campo dal regime fascista italiano, nella grande mostra fotografica inaugurata venerdì 5 ottobre al Teatro dei Dioscuri al Quirinale di Roma.

  In 300 fotografie, scelte tra le oltre 20.000 riportate alla luce dopo accurate ricerche in biblioteche e archivi, arriva a noi con tutta l’immediatezza dello scatto sugli scenari del conflitto tra le forze che sostenevano il legittimo Governo Repubblicano e i golpisti alleati del nazi-fascismo, un frammento fondamentale della storia europea del XX secolo.

  Vista attraverso gli obiettivi di fotografi inviati dall’Istituto Luce o di legionari italiani, la guerra fratricida che tra il 1936 e il 1939 insanguinò la Spagna, diventa in mano al regime fascista una possente macchina di propaganda politica, usata abilmente per esaltare le vittorie degli insorti e infangare l’avversario.

  In un coinvolgente e ben documentato percorso narrativo la mostra attesta i principali modi in cui l’intervento militare fu rappresentato dall’Italia fascista: le fotografie apparse sulla stampa illustrata italiana sono contrassegnate con il colore verde, a quelle scattate dai singoli legionari corrisponde il bianco e il rosso per quelle realizzate e conservate dalle istituzioni politico-militari.

  Utilizzare i colori della bandiera italiana per contrassegnare le tre categorie è stata una scelta quanto mai significativa e capace di offrire una raffigurazione articolata di come la guerra spagnola fu vista e interpretata dalla propaganda di regime, dai combattenti volontari e dalle istituzioni. Visioni diverse, non sempre concordanti, ma unificate dalla stessa appartenenza ideologica.

 La mostra si sviluppa seguendo due percorsi complementari, uno cronologico e un altro tematico. Nel primo si susseguono immagini che illustrano l’evoluzione del conflitto, dando particolare risalto all’intervento militare italiano; mentre i temi più frequenti nella figurazione fascista della guerra, compongono il secondo.

  Un terzo spazio espositivo è dedicato al lavoro realizzato dai mezzi di comunicazione italiani operanti in Spagna, produttori del materiale iconografico utilizzato dal regime fascista per diffondere l’immagine faziosa e propagandistica della guerra.

 

  La partecipazione italiana alla guerra civile spagnola fu tutt’altro che irrilevanti. Volontari italiani ingrossarono le file delle Brigate Internazionali arrivate in Spagna per difendere la Repubblica, mentre lo Stato Italiano fornì un consistente aiuto in armi e uomini alle forze golpiste. In alcuni scontri, come quello di Guadalajara, combatterono italiani in entrambi gli schieramenti, una sorta di guerra civile italiana nel cuore della guerra civile spagnola, anticipazione di quello che più tardi sarebbe stata la Resistenza italiana.

  “Oggi in Spagna domani in Italia” era lo slogan lanciato da Carlo Roselli nel novembre del 1936 da radio Barcellona. Il conflitto era all’inizio e il fronte repubblicano confidava nella vittoria. Sfortunatamente per la Spagna le cose andarono diversamente e fu anche grazie all’aiuto di Mussolini che le forze franchiste ebbero la meglio.

  Fin dall’inizio della guerra lo Stato Fascista Italiano diede appoggio materiali ai golpisti inviando mezzi, nonostante l’Italia avesse aderito al Patto di Non Intervento. In seguito arrivarono i primi contingenti di volontari che furono l’avanguardia di un vero esercito che, complessivamente nei tre anni del conflitto, arrivò a contare su 80.000 uomini. Il contingente italiano fu prima denominato Missione Militare Italiana in Spagna (MMIS) e dopo Corpo Truppe Volontarie (CTV) di cui facevano parte gruppi di camice nere.

  Lo status di volontari dei contingenti, quindi, non facenti parte dell’esercito italiano, serviva a mascherare la vera natura dell’intervento. Se è vero che in larga parte queste truppe erano composte da volontari, esistono documenti che provano la presenza di soldati ingaggiati a pagamento. Molti di questi uomini provenivano dalle zone più disagiate del Centro – Sud italiano, particolare che non lascia dubbi sul peso del fattore economico nella loro decisione di arruolarsi.

  Oltre a uomini, Mussolini inviò aeri, navi e armi, giocando in questo modo un ruolo decisivo sull’esito del conflitto.

  La guerra civile spagnola fu un conflitto ideologico tra fascismo e anti fascismo e, sotto certi aspetti, costituì l’anticipazione della Seconda Guerra Mondiale.

  I contendenti non si limitarono allo scontro sui campi di battaglia e investirono ingenti risorse di uomini e mezzi nella lotta ideologica e nella propaganda, sfruttando lo sviluppo delle tecnologie che permettevano di arrivare a larghe fasce dell’opinione pubblica attraverso fotografie, filmati, programmi radiofonici, opuscoli, libri, periodici e riviste illustrate.

  Oltre ai veri e propri reportage fotografici realizzati dai fotografi dell’Istituto Luce, il prezzo in certo modo economico di machine fotografiche come la Leica, permisero agli stessi combattenti di lasciare testimonianze fotografica dello scontro ottenute direttamente sui campi di battaglia.

  Il titolo della mostra FU LA SPAGNA! è stato preso dal libro di memorie che Roberto Cantalupo, primo ambasciatore italiano presso il governo di Franco, pubblicò dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel tentativo di prendere le distanze da tutto ciò che rispetto alla guerra civile spagnola era stato fatto dal regime fascista.

 

FU LA SPAGNA! Lo sguardo fascista sulla Guerra civile spagnola

Roma – Teatro dei Dioscuri al Quirinale
5 ottobre – 18 novembre

Organizzata da Istituto Luce-Cinecittà, Centro Studi sul Cinema Italiano (Barcellona)

Una produzione Museu d’Història de Catalunya (Barcellona)

A cura di Daniela Aronica
Direttrice CSCI e docete Università di Barcellona
e
Andrea De Michele
Libera Università di Bolzano

Ingresso libero, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 ore(chiusura lunedì)

Per informazioni tel.: 06 4747155

http://www.cinecitta.com

 

 

 

 

 

 

 

 

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