“Quasi nemici – L’importante è avere ragione”

di José de Arcangelo

Presentato in apertura al Biografilm Festival 2018, ecco la commedia che ha sbancato i botteghini in Francia, “Quasi nemici – L’importante è avere ragione (Le Brio), firmata Yvan Attal, tanto intelligente quanto coinvolgente che ha fatto vincere alla protagonista, la sorprendente Camélia Jordana (vista da noi in “Due sotto il burqa”), il César – l’Oscar francese – come miglior promessa femminile, affiancata dal veterano e inimitabile Daniel Auteuil, nel ruolo di un professore noto per le sue provocazioni e i suoi modi bruschi.

Neïla Salah (Jordana) è cresciuta a Créteil e sogna di diventare avvocato. Iscritta presso della prestigiosa università di Panthéon-Assas a Parigi, si trova di fronte Pierre Mazard (sempre ottimo Auteuil), professore noto per il suo particolare modo di provocare. Ma lui, dopo uno scontro verbale con la ragazza, accetta, per fare ammenda, di prepararla per una prestigiosa gara di eloquenza. Al tempo stesso cinico e determinato, Mazard potrebbe diventare la guida di cui ha bisogno. Riusciranno a superare i pregiudizi che hanno uno dell’altra?

Però se il tema del film è la ‘retorica’, Attal la evita sia nella forma che nel contenuto, perché affronta il pregiudizio, la discriminazione – nel caso doppia perché riguarda la protagonista, figlia di immigrati e soprattutto perché donna – e il razzismo che la circondano in modo vivace ma non superficiale. Infatti, ci troviamo davanti a una commedia della vita, brillante e godibilissima, dove è la realtà a diventare commedia, fra ironia, emozioni e sentimenti

Parla, infatti, del dominio sulla parola e, quindi, sulla ragione che offrirà a Neila il riscatto sociale, non a caso prima provocata a poi supportata dalle teorie di intellettuali e filosofi a cui fa riferimento il suo professore. Però non basta la parola detta perché spesso a prevalere è il ‘come’ la si dice. Certo, tutto dipende anche dalle argomentazioni che si affrontano e si portano avanti.

Il professore sostiene che “la verità non importa ma ciò che importa è avere sempre ragione” – questo il cuore della pellicola e presa in prestito dal titolo italiano – per dimostrare che non esiste dialogo senza scontro, in cui uno dei due interlocutori avrà, anzi dovrà, avere ragione. Una volta acquisita questa ‘tecnica’, e solo allora, si potrà anche trasgredirla. Un film dove a trionfare è il contenuto sulla forma – che resta quella tradizionale -, anzi una sorta di trattato (e una riflessione) sulla ‘retorica’ portato avanti con inaspettata vivacità e il grande aiuto di due protagonisti tanto bravi quanto affiatati.

Nelle sale dall’11 ottobre 2018 distribuito da I Wonder Pictures