Il bacio dell’antropologo per la bella addormentata

di Ivana Musiani

  Una bella addormentata ambientata nel nostro Meridione, come quella in scena al Teatro Olimpico di Roma dal 5 ottobre? Perché no, di Belle addormentate non c’è solo quella di Perrault, che fece piazza pulita delle tante esistenti fin dai tempi più antichi, edulcorando la vicenda sino a farne una zuccherosa favola per bambini ambientata ai tempi del Re Sole, con tutti i ballerini imparruccati. La favola che ispirò il letterato francese, occasionalmente favolista,  si può ritrovare nel famoso Cunto de li cunti o anche  Pentamerone, pubblicato nel 1636 – guarda caso – a Napoli, che l’autore, il napoletano Gianbattista Basile, scrisse in antico dialetto napoletano (più Meridione al quadrato di così!), dedicandolo a “uomini letterati ed esperti e navigati, che sapevano intendere e gustare le cose complicate e ingegnose”. Altro che fiabe per i bambini, come erroneamente interpretarono i fratelli Grimm. Tra elementi fiabeschi e materiali popolari, complesse metafore aperte e molteplici interpretazioni, Lo cunto dato  molto da scrivere fino al giorno d’oggi a antropologi, psicologi, psichiatri e psicanalisti, come il famoso Bruno Bettelheim. Tra l’altro, se ne occupò moltissimo Benedetto Croce.

  Altra ragione per cui La bella addormentata possa trovarsi bene alloggata nella bassa Italia, come dicono non certo con benevolenza i settentrionali,  è che il coreografo Freddy Franzutti è leccese e che qui ha dato vita, nel 1995, al Balletto del Sud,  compagnia di danza che gode di notevole rinomanza , tanto di aver avuto come ospiti  Carla Fracci, Lindsay Kemp, Luciana Savignano e tante altre celebri étoiles. Per non parlare dei direttori d’orchestra, sempre schizzinosi quando si tratta di balletto: Maazel, Bonynge, Karl Martin. E, tra le numerose tournée all’estero, dove non manca la Russia, di cui è originario il balletto che tutti conoscono,  La bella addormentata salentina è tra le coreografie che hanno riscosso i maggiori  successi.

  Mentre nel cunto del Basile la principessa che non ride mai e che nessuno riesce a farla ridere, scoppia in risate di scherno vedendo una vecchia donna cadere sgangheratamente ed è da questa punita con un lungo sonno, trovandoci qui in terra di tarantole e tarantolate, la principessa è morsa dal grosso ragno e cade in letargo sino al fatidico bacio: guarda caso, ad opera di un antropologo. Il tutto sulle punte, anche da parte delle tarantolate. Come spiega lo stesso coreografo, questo balletto è anche un fatto di cuore e di memoria: “La bella addormentata è la fiaba che preferivo durante la mia infanzia, e che considero ‘la fiaba’. Nel realizzarne una mia versione ho voluto avvicinarmi allo spirito leggero della storia, e insieme ho fatto sì che la fiaba stessa si avvicinasse a me e al mio mondo nel modo più diretto e concreto: cronologicamente e geograficamente. Racconto, con la storia di Aurora, il tempo dei miei nonni, il tempo di mia madre, il mio tempo. Esprimo qui il particolare piacere di sapere che la produzione, viaggiando, rappresenta il tono mitico che, tra gli altri, in uno dei suoi scritti anche Marguerite Yourcenar vedeva nella mia terra, l’Oriente dell’Italia”.

  Gl’interpreti sono: Nuria Salado Fustè, Tsetso Ivanov, Alessandro De Ceglia, Andrea Sirianni, Beatrice Bartolomei, Carolina Sangalli.