Diego Abatantuono e Antonio Folletto nella dark comedy “Un nemico che ti vuole bene”… ma non troppo

di José de Arcangelo

Presentata in anteprima mondiale al Festival Internazionale del Film di Locarno, in Piazza Grande, “Un nemico che ti vuole bene” del regista italo-svizzero Denis Rabaglia è una dark comedy piacevole (ma non troppo), al di sopra delle media italiana e che mira ad un pubblico internazionale.

L’idea viene dal regista polacco Krzysztof Zanussi: “Una sera del 2004 – esordisce il regista, nella hall di un grande albergo di Tbilisi in Georgia, ho visto rientrare il grande maestro Zanussi, che non vedeva l’ora di rendermi partecipe di un aneddoto che gli era stato raccontato a cena; la storia vera di un uomo che salvava la vita di un killer della mafia georgiana e che si vedeva offrire in cambio la possibilità di uccidergli un potenziale nemico… Quella sera, davanti a un drink, ci siamo divertiti a immaginare in quale tipo di film questa storia si sarebbe potuta trasformare. Non ho mai dimenticato questo racconto, ma l’ho sempre considerato di proprietà di Zanussi. Mi è capitato di raccontare spesso questo storia e, ogni volta, tutti mi hanno confermato entusiasti che potesse essere la base per un grande film”.

“Ma la vera svolta è avvenuta nel 2010 – prosegue – quando, parlando con la sceneggiatrice italo-tedesca Heidrun Schleef, lei mi convinse a vedere se Zanussi ci lasciava fare un film da questa storia vera decisamente straordinaria. Una volta stretto l’accordo, ho coinvolto nella scrittura Luca de Benedittis, con il quale avevo scritto ‘Azzurro’ (2000) e che ha collaborato in diverse occasioni proprio con Heidrun. Ambientandola in Italia, la storia è diventata intrigante e divertente, mentre rischiava di essere più cupa e psicologica. Così abbiamo lavorato per trovare un equilibrio fra tensione drammatica e commedia. E sembra siamo proprio riusciti perché a Locarno, con un pubblico in maggioranza tedesco-francese, la gente rideva ed è entrata volentieri nel racconto”.

Inizio thriller: una notte di pioggia il professore di astrofisica Enzo Stefanelli (Diego Abatantuono) salva la vita a un giovane ferito (Antonio Folletto) ferito da un’arma da fuoco. Ma l’uomo colpito è un killer professionista e gli promette in cambio di trovare e uccidere un suo nemico, chiunque esso sia. Anche se Enzo insiste nell’affermare di non avere nemmeno un nemico, Salvatore si mette alla ricerca di uno, creando il caos nella vita e nella famiglia del professore. Dapprima scettico, finalmente Enzo apre gli occhi sulla sua vita e sulle persone che lo circondano…

“Dovevo scoprire chi non è un vero amico – ribatte Abatantuono – e Denis mi ha chiesto di mantenere l’equilibrio tra una brava persona, onesta, che di solito viene fregata e considerata un ‘coglione’ da contrapporre a quella cinica. Enzo si fida delle persone, si lascia un po’ vivere, anche se è già stato fregato in passato dal collega Claudio Petrazzi (Antonio Catania ndr.). La sua vita non è quella che sembra ma Salvatore non è un nemico, anzi diventa un suo amico, anche se è una sorta di ‘giustiziere della notte’ per interposta persona”.

Della sua collaborazione alla sceneggiatura (accreditata) dice: “Da quando faccio questo mestiere, dai primi film e il cabaret, ho firmato o meno, ma ho sempre partecipato attivamente; così come Sordi  sul set diceva le cose che voleva. Ovvio che, quando ho fatto dei film con Pupi Avati o con Ettore Scola, facevo quello che dicevano loro. Poi, con Salvatores – che è un autore – lo decidevamo direttamente sul set. In questo caso invece si trattava di una bellissima sceneggiatura, dove c’erano delle cose da mettere a posto e l’ho fatto”.

A questo punto la conversazione versa scherzosamente tra ‘vecchia’ e ‘nuova’ generazione d’attori.

“Avevo quattro anni nel 1992, quando Diego vinse l’Oscar (con “Mediterraneo” di Salvatores ndr.) – ribatte Folletto – e gli ho fatto i complimenti, però mi sono innamorato del personaggio di Salvatore perché è un paraculo ma in fondo un puro come Enzo”.

“Con Antonio abbiamo fatto insieme 36 film – confessa Abatantuono – ma se nella mia famiglia del film sono tutti traditori, sul set sono tutti buoni amici. Sono un neo nonno senza una famiglia credibile. Però è quella sul set, con un regista che parla in cinque lingue, la più divertente tanto che avevo pensato di farne un backstage. Il personaggio passa dall’essere buono a cattivo”.

“Interpretare il traditore di una vita – ribatte Catania – perché da giovani studiamo insieme le stelle. Il mio personaggio è un fasullo di cui ho pensato potesse essere più cattivo del fratello, infatti con la stessa storia si potrebbe fare un vero thriller, perché sotto nasconde una vicenda ma sopra cambia”.

“Ho accettato di fare una black comedy perché mi diverte – confessa Massimo Ghini che è Pietro, il cognato – soprattutto fare un tipo veramente antipatico, una ‘merde’ alla francese. Faccio il fiorentino visto che la mia famiglia è per metà toscana e anch’io passo da buono a cattivo”.

“Enzo è un puro, un ingenuo – afferma Gisella Donadoni che interpreta la figlia Angela – e in lui nasce una nuova consapevolezza, scopre una famiglia di stronzi. Più bella quella del set con un cast fantastico”.

“E’ stato un grandissimo onore lavorare con Diego e Sandra Milo (la nonna Antonietta ndr.) – dice Annabella Calabrese nel ruolo della moglie Ivana – e un regista molto attento. Mi sono sentita libera con un cast di bellissime persone, tanto che si è creata una vera compagnia. Enzo non vede e anche noi facciamo finta di non vedere quello che ci circonda”.

“Il mio è un personaggio bello e diverso – dichiara Mirko Trovato che è Massimo – e un’occasione per lavorare con grandi attori”.

“Fare il fratello di Diego e il figlio della Milo, non potevo pretendere di meglio – dice Roberto Ciufoli che è l’ambiguo Don Gregorio -, un bel lavoro di squadra e una storia importante”.

“Ho passato metà della mia vita sul set – conclude Abatantuono -, dove mi diverto di più, ma durante le riprese in Puglia faceva freddo mentre in Svizzera (Gstaad ndr.) faceva un caldo pazzesco. E poi ho scoperto che negli alberghi di lusso non c’è il bidet; dopo tre giorni ho adocchiato un telecomando in bagno… si poteva volar via sul cesso, il bidet è stato sorpassato dal telecomando”.

Nel cast anche Ugo Conti (Rettore), Andrea Preti (Francesco), Ernesto Lama (cugino 1), Ciro Esposito (cugino 2) e un cameo di Paolo Ruffini (Don Pino).

Nelle sale italiane dal 4 ottobre 2018 distribuito da Medusa

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