“La casa dei libri” (The Bookshop)

di José de Arcangelo

Un malinconico dramma sull’amore per i libri e su una battaglia per il diritto alla lettura, ambientato in una piccola, conservatrice e bigotta, cittadina inglese alla fine degli anni Cinquanta, “La casa dei libri” (The Bookshop), firmato dalla spagnola, anzi catalana, Isabel Coixet, da “Le cose che non ti ho mai detto” (1996) a “Guida per la felicità” (2014), passando per “Lezioni d’amore” (2008) e altri non usciti in Italia.

Coixet, sceneggiatrice e regista indipendente realizza ormai quasi esclusivamente i suoi lungometraggi in America, anche se stavolta torna in Europa, ma in Inghilterra e con un cast anglofono, per trasporre sul grande schermo l’omonimo romanzo di Penelope Fitzgerald, ambientato nel 1959.

Il film è incentrato su Florence Green (una sempre intensa Emily Mortimer), una giovane vedova dallo spirito libero, che decide di lasciarsi alle spalle il dolore della perdita del marito e rischia tutto per aprire una libreria – la prima nella sonnolenta cittadina costiera di Hardborough, in quella che è la casa storica del paese, ma fino a quel momento abbandonata a se stessa.

Lottando contro l’umidità, il freddo e l’apatia degli abitanti del luogo, stenta ad affermarsi, ma presto le cose volgeranno al meglio. Apre gli occhi ai gretti abitanti del luogo esponendoli alla migliore letteratura dell’epoca, incluso il libro scandalo del momento, “Lolita” di Nabokov, nonché “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, non a caso sul ‘proibizionismo’ dei libri. La cittadina, che per secoli è rimasta uguale a se stessa, conosce così un risveglio culturale.

Grazie alla sua attività trova uno spirito affine, e un alleato, nel signore Brundish (il grande Bill Nighy), anch’egli stanco dell’atmosfera stagnante della cittadina. Ma con la sua mini rivoluzione sociale si crea ben presto degli acerrimi nemici: si scontra con l’ostilità dei negozianti, nonché con la fiera opposizione della signora Violet Gamart (la camaleontica Patricia Clarkson), inacidita e vendicativa, aspirante patronessa delle arti e della scena artistica (mondana) locale.

Quando Florence rifiuta di piegarsi alla volontà della signora Gamart, tra le due ha inizio uno scontro per il possesso della libreria e del cuore e dell’anima della piccola città.

Lessi il romanzo di Penelope Fitzgerald quasi dieci anni fa – confessa l’autrice -, nelle Isole Britanniche, durante un’estate particolarmente fredda. Quel libro fu per me un’autentica rivelazione: mi sentii trasportata di peso nel 1959 e credetti veramente di essere l’ingenua, dolce e idealista protagonista, Florence Green. In realtà, lo sono. Sento una connessione profonda con questo personaggio, non mi ero mai sentita altrettanto in sintonia con le protagoniste dei miei film precedenti”.

E la scrittrice afferma: “Un buon libro è la preziosa linfa vitale di uno spirito superiore, imbalsamata e tesaurizzata per una vita oltre la vita, e in quanto tale è certamente un genere di prima necessità”.

Quindi, un dramma che coinvolgerà soprattutto chi ama i libri, ama anche chi le appassionate lotte culturali, contro ipocrisia, pregiudizi e burocrazia, fatti spesso sostenuti con l’abuso di potere anche da politici e governanti.

Nel cast anche l’adolescente Honor Kneafsey (Christine), Michael Fitzgerald (Mr. Raven), Hunter Tremayne (Mr. Keble), Frances Barber (Jessie), Reg Wilson (general Gamart), James Lance (Milo North) e Nigel O’Neill (Mr. Deben), da “Il trono di spade”.

Nelle sale italiane dal 27 settembre 2018 distribuito da Movies Inspired