Evento sul grande schermo “Michelangelo Infinito” stavolta per un’intera settimana

di José de Arcangelo

Dopo “Caravaggio: l’anima e il sangue” (documentario d’arte più visto nei cinema del mondo e vincitore del Nastro d’Argento) anche il genio Buonarroti ha il suo docu-film: “Michelangelo Infinito”, diretto da Emanuele Imbucci, da un soggetto di Cosetta Lagani, che ha curato anche la direzione artistica, e sceneggiato da Sara Mosetti e Tommaso Strinati con lo stesso regista. E stavolta l’uscita evento è di una settimana, dal 27 settembre 2018, distribuito da Lucky Red in 300 copie.

Un ritratto inedito – sono stati ricercati e studiati documenti anche autografi sulla sua lunga carriera di scultore e pittore magistrale. Un racconto parallelo dello stesso Michelangelo (Enrico Lo Verso), all’interno di una della Cave di Marmo di Carrara, e del suo biografo e contemporaneo, e primo critico d’arte della storia, Giorgio Vasari (Ivano Marescotti).

“L’idea di portare sul grande schermo un film documentato più che documentario – esordisce Cosetta Lagani, curatrice di tutti i precedenti film d’arte di Sky – è nata cinque anni fa e dove la tecnologia digitale (full CGI, paint, computer grafica, visual effects e compositing) è al servizio dell’arte per raccontare il nostro patrimonio in modo diverso offrendo allo spettatore un’esperienza differente e portare la nostra cultura nel mondo”.

“Vuol essere la porta che supera il normale livello dell’arte – dice il regista -, che supera i soliti documentari narrati da storici dell’arte attraverso un’unica finzione, volevamo così riportare attraverso le loro voci le emozioni da loro vissute. Durante i primi sopraluoghi nella vera cava di marmo Ruggetta, dove Michelangelo ha ricevuto il pezzo di marmo per fare La pietà, ho sentito che la montagna ti avvolge e l’imponenza dello spettacolo della natura dove un solo uomo come lui era riuscito a sfidarla per raggiungere l’infinito”.

 

 

“Camminando – prosegue – ho visto una sorta di pozzanghera, respiro e sudore della montagna, e c’era questo enorme blocco di marmo riflesso nell’acqua, allora ho pensato e mi sono convinto che l’artista avesse pensato già di tirarne fuori il David. Anche per il set erano blocchi di 10 o 20 tonnellate di marmo – oggi costerebbero circa un milione di euro – perciò Michelangelo ha pensato di posizionare il David al centro della sala. Da lì è nata l’idea del limbo di Michelangelo, mentre per Vasari aveva pensato a qualcosa di diverso, una sorta di teatro anatomico che riflettesse un personaggio accogliente come Vasari opposto al Michelangelo così spigoloso”.

“Come mi accade spesso – ribatte Lo Verso – all’inizio non mi sentivo adeguato, anche se in un precedente film avevo fatto il ruolo del padre di Raffaello, ma poi mi sono avvicinato perché il regista mi ha convinto che si trattava di restituire al pubblico le emozioni che le sue opere continuano a dare ancora dopo 500 anni, ispirandoci al suo percorso creativo”.

“Conoscevo il personaggio per quello che avevo letto a scuola – confessa Marescotti -, poi ho scoperto il Rinascimento, ma nel ruolo di Vasari mi sono immerso nell’atmosfera e nello stupore che mi ha dato il film vedendolo ora per la prima volta. E non avevo mai visto nulla del genere”.

“Michelangelo Infinito” è una produzione originale Sky con Magnitudo Film con la collaborazione dei Musei Vaticani e di Vatican Media con il riconoscimento del MIBAC – Direzione Generale Cinema con la collaborazione del Consiglio Regionale della Toscana e con il Patrocinio del Comune di Firenze e del Comune di Carrara. Infatti è stato girato tra Firenze, Roma, Città del Vaticano, Milano, Carrara (nei luoghi dell’artista e dove sono custodite le sue opere) e Bracciano (Castello Odescalchi).