“Bogside Story” 45 anni dopo il massacro

di José de Arcangelo

Il documentario “Bogside Story”, scritto e diretto da Rocco Forte, ci riporta un terribile e assurdo episodio storico da non dimenticare: il massacro di persone inermi (14 morti e altrettanti feriti), che marciavano pacificamente per i diritti civili, ad opera dell’esercito britannico per ‘sedare’, 45 anni fa, il 30 gennaio 1972. Un fatto gravissimo che provocò l’inizio di una vera e propria guerra civile, apparentemente fra cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord, unionisti e indipendentisti e che sconvolse il mondo, perché si trattava di una giusta lotta per i diritti umani e civili, che non aveva niente a vedere con l’Ira che, invece, avevano scelto la lotta armata.

Il conflitto nell’Irlanda del Nord, infatti, viene spesso scambiato come ‘terrorismo irlandese’ e raramente come lotta per la liberazione nazionale. Tutto questo torna nel coinvolgente e toccante documentario “Bogside Story”, attraverso la testimonianza dei sopravissuti, quelli che hanno perso un figlio adolescente, un fratello, una sorella, i genitori, amici e parenti, vicini e compagni, bambini e anziani, ma che hanno continuato combattere per i loro diritti.

Il regista segue il viaggio, quarantacinque anni dopo, del giornalista Fulvio Grimaldi – unico fotoreporter italiano a documentare la pacifica Marcia culminata in massacro – tornato in Irlanda per testimoniare alla terza inchiesta sui fatti di Derry e la commemorazione. Ovviamente, in quel quartiere cattolico e pacifico nessuno ha dimenticato, tutto è ancora fresco come vernice nella mente e nelle strade di Bogside, luogo chiave del “Bloody Sunday” – qualche hanno fa è stato realizzato un film omonimo, scritto e diretto da Paul Greengrass, ad accordo di pace firmato -, grazie alla potenza espressiva di numerosi murales che tappezzano edifici, muri, case in quella fatidica piazza.

Un’opera in particolare attira l’attenzione di Grimaldi – anche lui, ‘testimone scomodo’ ha dovuto fuggire clandestinamente -, il murale che raffigura uno dei suoi scatti più famosi e unici (era stato ordinato di ucciderlo), divenuto icona della Domenica di Sangue. Proprio quell’immagine, inserita in una vera e propria “galleria di strada” che racconta gli eventi più significativi della recente storia nordirlandese, immortala tutte le vite spezzate, gli slogan urlati a gran voce, i personaggi che si sono distinti nel corso della storia, per lasciare un segno indelebile e non dimenticare – sarà occasione di incontro tra il fotoreporter e i creatori delle opere, i Bogside Artists, gruppo di artisti composto dai fratelli William e Tom Kelly e da Kevin Hasson.

Le loro testimonianze e opinioni, unite a quelle del rimpianto Padre Edward Daly, che in prima linea ha tentato di mettere in salvo la comunità durante la sanguinosa giornata, e del Premio Nobel John Hume, figura di grande impegno politico e artefice del processo di pace per l’Irlanda del Nord, rendono “Bogside Story” un documento tanto importante quanto necessario, un emozionante racconto tra storia, arte e politica, capace di rinnovare senso di solidarietà e rispetto per le diverse identità.

“Il documentario si concentra sul fenomeno dei murales – scrive il regista nelle note – ‘che arricchiscono e impreziosiscono, facendone acquisire importanza storica’ la città di Derry nell’Irlanda del Nord. L’idea nasce proprio da un viaggio in Irlanda, grazie al quale ho scoperto l’esistenza di questi murales: la reazione emotiva che hanno suscitato in me, la loro bellezza e potenza, in quanto strumenti di comunicazione sociopolitica e arte contemporanea, mi hanno spinto a creare ‘Bogside Story’.”

Il film è stato prodotto da Megapixell di Pietro Laino.

Nelle sale italiane da giovedì 20 settembre presentato da Distribuzione Indipendente