“Lucky” ovvero Harry Dean Stanton

di José de Arcangelo

Ecco “Lucky” di John Carroll Lynch, sorprendente viaggio esistenziale di un novantenne, prima e ultima interpretazione da protagonista per il grande caratterista Harry Dean Stanton, un attore per tutti i generi e tutte le stagioni, ammirato e utilizzato da autori e registi negli ultimi cinquant’anni. Da Wim Wenders, a David Lynch (anche lui come attore nel film), da Sam Peckinpah a Francis Ford Coppola. E immancabile nei western anni ’50-’70, sia al cinema che in tivù.

Lucky segue il viaggio spirituale di un novantenne ateo, che ha sempre vissuto secondo le proprie regole e fregandosi dei pregiudizi, assieme a singolari personaggi che abitano nella sua cittadina sperduta nel deserto degli Stati Uniti, fra testuggini in fuga e cruciverba, fiesta messicana (è patito dei mariachi) e vecchi compagni da bar. Sopravvissuto a tutti gli amici di una vita, Lucky si trova alla fine della sua esistenza, pronto ad un ultimo viaggio alla ricerca di se stesso – e di quello che è stato -, e forse a un passo dall’irraggiungibile stato di ‘illuminazione’.

Infatti, dopo una inspiegabile caduta (ha una salute di ferro, nonostante fumi un pacchetto di sigarette al giorno), comincia a temere la morte e la solitudine (anche quando afferma ‘vivo da solo ma non mi sento solo’) ed è spinto verso un percorso di auto-esplorazione

Un emozionante omaggio all’attore e all’uomo Harry Dean Stanton (scomparso proprio un anno fa, il 15 settembre 2017, a 91 anni dopo aver preso parte a “Twin Peaks: il ritorno” e “Frank and Ava” nel ruolo dello sceriffo), da un altro grande suo collega (al suo debutto nella regia e con oltre 30 anni di meno) per una storia scritta da Logan Sparks e Drago Sumonja.

Una sorta di dramedy che nonostante parli di mortalità e solitudine non calca la mano, anzi affronta l’argomento con leggerezza e ironia, riuscendo comunque a commuovere lo spettatore di fronte al viale del tramonto di un grande attore (alla fiesta canta veramente in spagnolo) che possiamo sostenere è morto sul set, cioè facendo quello che amava da una vita.

Nel cast di vecchie glorie anche Ed Begley Jr. (Dr. Christian Kneedler), Tom Skerritt (Fred), Beth Grant (Elaine), l’italo-americano James Darren (Paulie), quello che dice sempre in italiano n’cazz, da “I cavalloni” a “I cannoni di Navarone”; Barry Shabaka Henley (Joe), attivissimo anche in tivù, da “Tina” a “Terminal” e “Collateral”; Hugo Armstrong (Vincent) e poi i ‘giovani’ Ron Livingstone (Bobby Lawrence), Bertila Damas (Bibi), Yvonne Huff (Loretta) e Ana Mercedes (Victoria).

Nelle sale italiane dal 29 agosto 2019 distribuito da Wanted Cinema