Tutti pazzi per la lirica nella favola contemporanea, tra mélo e musical, “Un amore così grande” con la partecipazione straordinaria de Il Volo

di José de Arcangelo

In arrivo dal 20 settembre un piacevole mix di melodramma adolescenziale e musical dedicato ai giovani, che segna il debutto sul grande schermo del regista Christian De Mattheis con protagonista una coppia giovane e inedita, Giuseppe Maggio e l’esordiente Francesca Loy e con la partecipazione straordinaria de Il Volo, ovvero Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble.

“La semplicità si adattava a una storia d’amore come tante e visto che le opere liriche sono storie d’amore, in questo caso l’imput è stata “La Boheme” di Puccini, ma anche Romeo e Giulietta dato che il film è ambientato a Verona, tra i monumenti che li ricorda. Ma parallelamente all’incontro d’amore c’è il percorso di formazione del protagonista e la canzone c’era già (Grande Amore ndr.), ma è anche l’amore tra madre e figlio, padre e figlio”.

E per la musica, aggiungiamo noi, e in particolare per la lirica. Infatti, è la storia di Vladimir (Maggio) che parte da San Pietroburgo, dopo aver perso la madre (Daniela Giordano) alla volta dell’Italia, a Verona, alla ricerca del padre (Franco Castellano) che non ha mai conosciuto. Incontra, mentre canta in piazza per la prima volta, Veronica (Loy), figlia di un industriale (Igor Barbazza), che fa la guida turistica. Qui nasce il grande amore, ovviamente, pieno di ostacoli e di insidie, anche perché lui non ha il coraggio di affrontare il padre e mettere in mostra fino in fondo il suo talento.

“Ci sono fatti accaduti nella mia vita, nel passato – ribatte Federica Andreoli, produttrice con Michele Calì, autrice del soggetto -, fatti reali e altri inventati, per esempio il nome della protagonista che all’inizio era Mary, grazie a un concerto de Il Volo, li adoro, che era stato dedicato a una ragazza di nome Veronica, così come il titolo ispirato alla loro canzone e unito a quella di Guido Maria Ferilli è diventato ‘Un amore così grande’.”

“La canzone ‘Un amore così grande’ è conosciuta in tutto il mondo – afferma l’autore salentino presente in sala -, allora cercavo il successo internazionale e con essa volevo affermare la nostra musica e la nostra identità”. Ed è anche nelle intenzioni del film.

“All’inizio l’idea era creare una bellissima storia d’amore – precisa Calì – perché è il pubblico che decide se andare a vedere il film o no, perciò abbiamo deciso di coinvolgere Paolo Mengoni (agente ndr.) e Il Volo, ma non era programmato che avrebbero recitato nel film, però poi abbiamo saputo che hanno tantissime fan che aspettano di vederli sul grande schermo. Sono convinto che sono parte integrante del film, un valore aggiunto”.

“Il maestro Badalotti mi ha preparato a recitare le arie – confessa Maggio che è naturalmente doppiato nei canti, anzi in playback -, nelle differenti posture, e anche i ragazzi de Il Volo mi hanno aiutato ma non ho cercato di imitarli. Poi c’è un’evoluzione e cambio addirittura look”.

“Con i ragazzi del Volo è stato difficile all’inizio perché non avevamo tanto tempo per parlare – afferma il regista -, li avevo visto nel loro video, e non volevo farli recitare più di tanto, ma lasciar loro far quello che fanno naturalmente, sono stati grati per questo e ci hanno offerto la loro spontaneità”.

“E’ stata un’esperienza fantastica – afferma la debuttante Loy – , all’inizio ero molto agitata, ma Fioretta Mari e Giuseppe mi hanno dato molta forza, mi hanno aiutata e seguita. Ora studierò dizione (visto che è veronese il regista ha sfruttato il suo ‘accento’ ndr.)”.

“E’ il pubblico che ti dà ossigeno – chiosa la Mary che si divide fra cinema, teatro e tivù, nel ruolo della nonna – e la cosa più bella è la dolcezza di questi giovani. Quando Francesca è venuta da me mi ha detto (la imita) ‘vorrei fare l’attrice’ e la scoraggiai dicendole ‘non sai fare niente’ – tutte le ragazze lo vogliono fare, non so perché nessuna pensa di fare la casalinga – aggiunge con ironia -, ma squilla il telefono e mi dicono che stanno cercando la protagonista del film, a quel punto la portai con me, una volta fatto e superato il provino, le dissi ‘dopo fai dizione!”.

“Il mio ruolo – conclude – è un po’ come quello di Meryl Streep ne ‘Il diavolo veste Prada’, una che si è presa cura della nipote dopo la morte della carissima nuora, ma non cattiva, è infelice anche lei. Ho lavorato con compagni meravigliosi e umili. Ma Francesca è così dolce, non me la rovinate”.

“Ho avuto l’opportunità di interpretare molti cattivissimi – dichiara Riccardo Polizzy Carbonelli, l’impresario Tommaso Carpi – qui invece ho cercato di essere un po’ meno antipatico e mi sono ispirato all’agente de Il Volo che ha una spontaneità e una verità straordinarie. al quale loro seguivano come fosse una partitura, perché la musica è un respiro. I giovani italiani oggi sono poco sostenuti e visto che nel film si parla anche di talento, viene fuori che la mancanza di sostegno è un problema italiano”.

“E’ stato emozionante per me – dice Daniela Giordano, che è la madre Costanza, ex cantante lirica -, quando ho letto la sceneggiatura me ne sono innamorata, anche perché in passato ho studiato tanto canto lirico – sono mezzosoprano – e fa parte del nostro patrimonio, l’Italia è la patria del ‘bel canto’, anche se da noi si pensa che sia vecchio, o addirittura morto. Veicolare la lirica tra i giovani è un grandissimo merito. Il mio è un personaggio straordinario, patetico per varie ragioni, e si è trovata a crescere da sola il figlio, al quale dice di ‘non tradire il tuo talento’ che è il cuore del film e posso dire del mondo. Non c’è peccato peggiore che lasciar morire il talento”.

“I ragazzi de Il Volo mi hanno convinta – afferma Eleonora Brown, attrice esordiente nel mitico “La Ciociara” di Vittorio De Sica, nel ruolo della figlia -, li ho sempre seguiti da bambini finora. Ho alcune scene con loro, sono amabili, gentili, educati. E’ stato un grande piacere e onore interpretare un ex soprano che dà lezioni ai giovani, magari rigida e dura, ma anche lei nasconde un grande dolore. E mi è stato proposto per caso”.

“Anche per me è stato un onore aver diretto lei – ribatte De Mattheis -, visto il mio innamoramento per il cinema di De Sica e soprattutto della ‘Ciociara’. E’ favolistico ascoltare il talento in una piazza, così come il mio esordio arrivato a 45 anni, è stata una grande occasione, anzi una sorta di miracolo”.

Infatti, sono stati i produttori a proporgli di sceneggiare (con Cristiano Malacrino) e dirigere il loro soggetto, e De Mattheis è riuscito a fondere spettacolo e musica, melodramma e sentimenti.

Naturalmente tutti o quasi stanno già preparando i nuovi progetti. La Brown, rimasta folgorata dalla bravura e dal testo portato in palcoscenico dalla Giordana, ha prodotto il suo primo cortometraggio da regista “Di chi è la Terra?”. Giuseppe Maggio, da anni attivo in televisione, ora sarà in “Baby” prodotto da Netflix, poi nella serie dello sceneggiatore e regista Ivan Cotroneo. La ventenne Francesca Loy, nata e cresciuta a Verona, continuerà a studiare recitazione – e dizione! – e all’Università nella facoltà di Beni Culturali, poi il Magistrale.

Fioretta Mari, impegnata fino a poco fa in diverse giurie e festival, sarà nella fiction “Fiore d’agave” a cui parteciperà anche Ida Elena De Razza – nel film cantante di strada che si è presentata intonando un brano d’opera -, e poi col ballerino e coreografo preparerà il musical “Un papà sotto l’albero” e le prove di uno spettacolo insieme a Marisa Laurito, “Due donne in fuga”. Comunque, la De Razza che vive in Svizzera, continuerà ad occuparsi dell’organizzazione di festival musicali. Polizzy Carbonelli prosegue, invece, dividendosi tra “Un posto al sole” e il lavoro al doppiaggio.

La fotografia è firmata da Giovanni Mammolotti, i costumi da Moris Verdiani, le scenografie da Mario Fontana Arnaldi, il montaggio da Luigi Mearelli, e le musiche originali da Franco Eco. Oltre Puccini, c’è anche Verdi e canzoni pop-rock contemporanee.

Nelle sale dal 20 settembre 2018 distribuito da Medusa in 100 copie