Luca Guadagnino e Mike Leigh al Festival di Venezia, due autori e due generazioni per un horror e un dramma storico

Presentati ieri al Lido, in concorso, il primo film italiano, l’atteso “Suspiria” firmato Luca Guadagnino, e “Peterloo”, dramma storico dell’inglese Mike Leigh, da “Segreti e bugie” a “Turner”. Il primo, come tutti sapranno, è il remake, tra omaggio e rivisitazione, di uno dei capolavori horror di Dario Argento, realizzato oltre quarant’anni fa (uscito nelle sale nel 1977), accolto da 7 minuti di applausi.

Rifacimento personale – sempre al femminile – e nella Germania anni ’70, Berlino anziché Friburgo, di un film cult che Guadagnino aveva visto da giovanissimo (e rimasto folgorato) e una riflessione tra arte e magia, esistenza e morte in un’atmosfera che ricorda, oltre de Quincey, anche – come ha dichiarato l’attrice feticcio del regista Tilda Swinton -, il celeberrimo “Scarpette rosse” di Powell e Pressburger.

Presenti al festival, oltre la Swinton, l’altra protagonista Dakota Johnson (figlia di Melanie Griffith, nota per la trilogia delle “Sfumature”), Mia Goth, Chloé Grace Moretz, Jessica Harper (protagonista, giovanissima, del precedente), Fabrizia Sacchi, lo sceneggiatore David Kajganich – che ha adattato la sceneggiatura di Argento e Nicolodi – e il musicista Thom Yorke. Assenti le vecchie glorie che hanno partecipato al remake – come nell’opera di Argento erano state Alida Valli e Joan Bennett – Ingrid Caven e Angela Winkler, protagoniste del nuovo cinema tedesco anni ’70, e l’olandese Renée Soutendijk, già attrice dei primi film di Paul Verhoeven.

L’altro film della selezione ufficiale, “Peterloo”, rispolvera una vergognosa e dimenticata strage avvenuta nell’Inghilterra dell’Ottocento e rimasta (volutamente) sepolta per oltre un secolo. Un orribile massacro compiuto ai danni di un popolo che manifestava per i propri diritti.

La strage di Peterloo, 15 morti e più di 400 feriti, dal nome della piazza Peter’s Field di Manchester dove il 19 agosto 1819 si ritrovarono in pacifica protesta oltre sessantamila persone per ascoltare l’oratore Henry Hunt. Sarà la cavalleria reale a sciabole sguainate, con ancora diversi soldati superstiti di Waterloo tra le sue fila, a caricare la folla.

“Della strage di Peterloo non se parla quasi sui libri di storia – ha affermato Leigh al Lido -. Questo è un film sulla nascita della democrazia moderna europea e parla direttamente alle persone del XXI secolo. Ha attinenza con l’attualità perché ogni giorno ci troviamo di fronte al potere che viene tolto al popolo. Rifugiati e migranti si spostano e perdono il tetto del loro mondo a causa di politiche repressive, nell’impossibilità di esercitare i propri diritti”.

Ma durante la giornata della 75.a Mostra Internazionale d’Arte di Venezia si è svolto anche un evento per commemorare le vittime di Genova. “La scuola italiana ha Genova nel cuore”, è questo il messaggio lanciato ieri dagli studenti giunti al Lido da tutta Italia come giurati del Leoncino d’Oro Agiscuola indossando sul red carpet la maglietta con il logo creato dalla Regione Liguria. Maglia divenuta simbolo di una città e di un Regione che stanno reagendo al dolore  dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi.

I ragazzi hanno sfilato sul red carpet alle ore 15.30 accompagnati dall’assessore regionale all’Istruzione e alla Cultura Ilaria Cavo e dal dirigente del Miur Giuseppe Pierro. Il simbolico gesto è stato organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con la Regione Liguria.