Presentato a Venezia l’ultimo lavoro del messicano Alfonso Cuaròn, “Roma” un ritorno nel suo quartiere anni ’70

Presentato ieri, in concorso, alla 75.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il progetto ad oggi più personale del regista e sceneggiatore messicano premio Oscar Alfonso Cuarón (da “Y Tu Mama También” a “Gravity”), “Roma” segue le vicende di Cleo (Yalitza Aparicio), una giovane collaboratrice domestica di una famiglia della classe media che vive nel quartiere di Roma a Città del Messico (anche in Argentina quasi ogni città ne ha uno così chiamato).

Con una sorta di artistica lettera d’amore alle donne che lo hanno cresciuto, l’autore Cuarón attinge alla propria infanzia per creare un vivido ed emozionante ritratto di conflitto domestico e gerarchia sociale nel pieno delle turbolenze politiche degli anni Settanta del Novecento.

Roma2“Roma”, primo progetto di Cuarón dal rivoluzionario e fantascientifico “Gravity” (2013), nonché il suo quarto lungometraggio presentato al Festival di Venezia dopo “​Y Tu Mamá También” (Leone d’Oro per la miglior sceneggiatura e premio Marcello Mastroianni), “Children of Men” (Premio Lanterna Magica) e “​Gravity”, appunto (premio Film Digital Award). Inoltre Cuarón ha proiettato per la prima volta a Venezia, nel 2007, “The Shock Doctrine”, narrato da Naomi Klein e diretto dal figlio Jonás Cuarón.  Prodotto da Esperanto Filmoj e Participant Media, “Roma” sarà disponibile dal 14 dicembre 2018 in sale italiane selezionate (10/12) e, naturalmente, su Netflix che l’ha coprodotto.

“Roma”, è inoltre il primo film che Cuarón ha girato nel suo paese natale dopo ​“Y Tu Mamá También” ed era deciso a farne un’esperienza essenzialmente messicana.

“È stato profondamente liberatorio girare un altro film nella mia lingua madre – ha affermato il regista -. Lo spagnolo che parliamo noi è ‘chilango’, con il tipico accento degli abitanti di Città del Messico. Sogno in ‘chilango’, è per me assolutamente naturale ed istintivo. Nel film ho voluto recuperare una certa sottigliezza linguistica di quel periodo”.