“Most Beautiful Island”

di José de Arcangelo

Un thriller-horror ispirato alla realtà che segna il debutto dietro la macchina da presa dell’attrice spagnola Ana Asensio. Infatti, l’autrice prende spunto dalle vicenda vissute in prima persona e di cui è stata testimone quando era immigrata a New York, dopo una tragedia personale.

Girato in 16mm e in gran parte autoprodotto, con una macchina da presa agile che ricrea le atmosfere del cinema anni Settanta/Ottanta, il film dà all’ambientazione un tocco di realismo inquietante e squallido, in un crescendo di tensione e suspense davvero travolgente.

L’attrice, sceneggiatrice e regista, già protagonista di numerosi film e serie televisive, ricrea nella sceneggiatura molti passaggi da lei vissuti in prima persona. Spunti biografici che aiutano la costruzione di un climax narrativo che caratterizza la pellicola, facendosi metafora socio-politica di un dramma – quello del lavoro, della condizione della donna e della crisi economica – che attanaglia sempre di più, ieri come oggi.

Di matrice “loachiana”, quasi documentaristica, “Most Beautiful Island”, oltre ad essere uno dei film più significativi del circuito indipendente internazionale, è un’incisiva parabola sullo sfruttamento dei più deboli e in primis della donna, trattata come merce da scambio, finita spesso in quel traffico di esseri umani destinato alla prostituzione e a giochi tanto perversi quanto letali, tanti da ricordare il fenomeno degli snuff-movie.

Luciana (la stessa Asensio), giovane spagnola da poco arrivata a New York e in fuga dal proprio passato, si ritrova sola e senza documenti, il suo unico scopo è trovare un qualsiasi lavoro per guadagnare quel tanto che le permetta di sopravvivere nella Grande Mela. Un giorno, tramite un’altra immigrata, riceve una proposta economicamente irrifiutabile. Le vengono offerti duemila dollari per partecipare ad una festa “esclusiva” vestita elegante: nessun contatto fisico, dovrà solo “reggere il gioco” degli ospiti. Luciana accetta ma la festa conduce ad una stanza tanto misteriosa quanto inimmaginabile: la suspense va oltre ogni immaginazione.

Di più non bisogna svelare perché proprio quel mistero tiene lo spettatore in ansia (attaccato alla poltrona) tanto quanto la protagonista. Bisogna vedere per credere… e sopravvivere agli orrori del nostro mondo contemporaneo.

“Ho voluto raccontare – confessa l’autrice – una storia che fosse vicina alla mia realtà, qualcosa che potessi conoscere bene, perciò mi sono liberamente ispirata a delle vicissitudini che in prima persona ho vissuto a New York e le ho elaborate per farne degli elementi di finzione. Amo molto i film che si svolgono nell’arco di ventiquattro ore e ho concepito il mio film in questo modo”.

Nel cast anche Natasha Romanova (Olga), David Little (Dottor Horowitz), Nicholas Tucci (Niko), Larry Fessenden ( Rudy), Caprice Benedetti (Vanessa). La fotografia è firmata da Noah Greenberg, il montaggio da Francisco Bello e le musiche da Jeffery Alan Jones.

Nelle sale italiane dal 16 agosto 2018 distribuito da Exit Media

FESTIVAL E PREMI

Gran Premio della Giuria al SXSW (South by Southwest) Film Festival 2017
Miglior Film al Sidewalk Film Festival 2017
Menzione Speciale Miglior Opera Prima al London BFI 2017

Selezione Ufficiale Sitges 2017

Selezione Ufficiale 35º Torino Film Festival 2017

Nominato agli Independent Spirit Awards 2018

Anteprima al Festival del Cinema Spagnolo di Roma

HANNO DETTO

Most Beautiful Island è uno di quei film politici che lasciano il segno”

(Davide Turrin, ‘Il Fatto Quotidiano’)

“Nel film si aggira l’ombra di Polanski e di Kubrick, ineludibili maestri di claustrofobia, atmosfere soffocanti e conflitti inestricabili”

(Alfonso Rivera, ‘Cineuropa’)