Al Festival di Venezia in prima mondiale “Zen sul ghiaccio sottile” di Margherita Ferri per Biennale College Cinema

Sarà presentato in prima mondiale alla 75.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – dal 29 agosto all’8 settembre 2018 – nell’ambito del prestigioso Biennale College Cinema, “Zen sul ghiaccio sottile”, l’opera prima della giovane regista (classe 1984) Margherita Ferri, prodotta da Articolture e distribuita da Istituto Luce Cinecittà.

Zen, già vincitore di una menzione speciale al Premio Solinas – Storie per il Cinema, è il film italiano sostenuto per il 2017/2018 da Biennale College Cinema, l’attività strategica della Fondazione Biennale di Venezia rivolta alla formazione di giovani film-maker di tutto il mondo. Un laboratorio produttivo che negli ultimi sei anni ha permesso la realizzazione di oltre 20 lungometraggi di giovani talenti, e oramai un valore assodato nel riconoscimento di nuovi autori, linguaggi e narrazioni, che portano nuova linfa al cinema contemporaneo.

Lo conferma questo debutto, che porta con uno sguardo fresco, vivido e colorato un pugno di temi forti e sensibili: l’identità di genere, il bullismo e la discriminazione, la sessualità, la ricerca di un sé autentico.

Il tutto con le armi di un film coming of age, i corpi di due attrici, Eleonora Conti e Susanna Acchiardi al debutto sullo schermo, il paesaggio attonito e poetico delle aree interne della profonda provincia italiana, tra le geometrie e i simbolismi di una pista da hockey.

La storia. Maia, detta Zen, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. È l’unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di èbullizzarla’ per il suo essere maschiaccio.

Quando Vanessa – l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra – scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare a qualcuno i dubbi sulla propria identità.

Entrambe spinte dal bisogno di uscire dai ruoli che la piccola comunità le ha forzate a interpretare, Maia e Vanessa iniziano così un percorso alla ricerca della propria identità e sessualità, liquide e inquiete come solo l’adolescenza sa essere.

Margherita Ferri, formata all’UCLA di Los Angeles e poi al Centro Sperimentale di Cinematografia, dopo esperienze nel documentario televisivo e cinematografico a livello nazionale e internazionale, e dopo aver co-diretto la pluripremiata web-serie “Status”, approda al cinema di finzione con un racconto dal sapore fortemente autobiografico. Un racconto su un’amicizia, un viaggio rischioso di ricerca, di lotta, che invita a non scappare dalle crisi di identità, dalle incertezze, dalle domande pressanti del proprio intimo.

In un paese e in un momento storico spesso frastornati da messaggi di sicurezza identitaria, e dove l’identità è una patente di sicurezza, la storia di due giovani adolescenti, perse in una provincia montanara, tra le ritualità di uno sport complicato e di una comunità che faticano a capire, non è una storia minoritaria. “Zen sul ghiaccio sottile” è una foto delicata, dura, vivace, di un paese reale. Un piccolo racconto universale.

Nuova opera di una realtà giovane e molto dinamica come Articolture – alla ribalta internazionale lo scorso anno con “Gli Asteroidi”, opera prima di Germano Maccioni, unico film italiano in concorso al Festival di Locarno – nello stile della factory il film è concepito, prodotto e realizzato interamente in Emilia-Romagna, con una troupe quasi del tutto locale.

Attorno alle protagoniste, un gruppo di adolescenti selezionati tra gli studenti delle scuole “della montagna” della Città Metropolitana di Bologna, a seguito di un laboratorio sui temi della discriminazione e del bullismo realizzato in collaborazione con il Gruppo Scuola e Formazione del Cassero e del Centro Risorse LGBT di Bologna. Insieme a loro, gli atleti di hockey dell’A.S.D. Polisportiva Fanano: una coralità che conferisce estremo realismo al film.

Un film, nelle parole di Margherita Ferri che “racconta il disagio e le lotte che deve affrontare chi non si conforma ai ruoli di genere e all’eteronormatività imposta dalla nostra società. Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dell’Appennino Emiliano, bellissimo e dimenticato […]. Volevo fare un film radicato nella comunità LGBT+ e nei nostri territori, ma con l’obiettivo di condurre il pubblico in quel cammino universale che porta alla scoperta di sé stessi, negli anni inquieti dell’adolescenza”.

ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE – Scritto e diretto da Margherita Ferri

Interpreti: Eleonora Conti, Susanna Acchiardi, Fabrizia Sacchi, Edoardo Lomazzi, Ruben Nativi, Alexandra Gaspar, Maurizio Stefanelli, Marco Manfredi, Giulia Lorenzelli. Direttore della Fotografia Marco Ferri. Montaggio Mauro Rossi. Colonna sonora originale Alicia Galli e Riccardo Vandelli, Antonello Sabatini, Aldo Dursi. Scenografie Nicola BruschiCostumi Valentina Zizola Suono in presa diretta Giovanni Frezza Trucco Francesca Piani. Organizzatori generali Chiara Galloni, Ivan Olgiati. Una produzione Articolture Prodotto da Chiara Galloni, Ivan Olgiati sviluppato all’interno del programma Biennale College Cinema con il sostegno economico de La Biennale di Venezia con il supporto di Prodigio Divino, l’Unione Appennino Bolognese e l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale.Con un ringraziamento a Emilia-Romagna Film Commission e a CNA Cinema e Audiovisivo. Una distribuzione Istituto Luce-Cinecittà

Italia, 2018 – 90’, colore