“Unsane”

di José de Arcangelo

Il nuovo thriller del prolifico Steven Soderbergh è l’ennesima scommessa. “Unsane” è stato infatti girato tutto con un Iphone (come di consueto Soderbergh firma anche fotografia e montaggio) e, se il tema non è nuovo, è aggiornato e corretto nel modo giusto. E, se le donne sono spesso vittime di violenza su violenza, specialmente negli Asylum, il cinema se ne è occupato spesso: da “La fossa dei serpenti” di Anatole Litvak (1948) a “Changeling” di Clint Eastwood (2008) con Angelina Jolie, per non parlare dei diversi horror che affrontano tema e location, incluso “The Ward – Il reparto” di John Carpenter (2010). Anche perché sono spesso le donne a finire in manicomi o cliniche psichiatriche contro la loro volontà e per abuso di potere di famiglia e/o mariti.

Presentato in anteprima alla Berlinale e sceneggiato da Jonathan Bernstein e James Greer, “Unsane” segue le vicende di Sawyer Valentini (Claire Foy del serial “The Crown” e di “Ogni tuo respiro”) una giovane donna, vittima di stalking – questo l’argomento centrale -, che lascia Boston per la Pennsylvania in cerca di una nuova vita. Ma il nuovo lavoro non è l’affascinante opportunità che si aspettava, nella nuova città non si sente mai al sicuro, il passato la perseguita.

Decide allora di consultare una specialista, ma si ritroverà involontariamente sottoposta a un trattamento presso l’Highland Creek Behavioral Center, di non meno di una settimana (è l’assicurazione che lo pretende). Nella clinica psichiatrica si ritrova faccia a faccia con la sua più grande paura: ma è reale o solo frutto della sua mente? Nessuno sembra credere (tema classico nel genere e nella realtà) alle sue parole e di fronte ad autorità – inclusa la polizia – incapaci o riluttanti ad aiutarla, Sawyer è costretta ad affrontare da sola i fantasmi del passato…

Un thriller sulla scia dell’horror quotidiano, ovviamente inquietante e claustrofobico, in cui il nuovo mezzo tecnologico (e l’uso del piano sequenza) accentua l’effetto realistico e la tensione, portando lo spettatore a identificarsi con la protagonista che si ritrova intrappolata tra passato e nuova identità, tra regole e psicofarmaci, in una clinica (mondo) dove tutti le sono ostili e/o indifferenti, incluse le donne.

Nel cast anche Juno Temple (Violet), da “Espiazione” a “Maleficent” 1 e 2; l’attore sceneggiatore e regista Joshua Leonard (David Strine); Sarah Styles (Jill), Colin Goodell (Mark), Jack Pharoah (Nate Hoffman), e la veterana Amy Irving (Angela Valentini, la madre), già prima moglie di Steven Spielberg e attrice feticcio di Brian Del Palma, da “Carrie” e “Fury” a “Traffic”.  Le musiche sono di Thomas Newman.

Nelle sale italiane dal 5 luglio distribuito da 20th Century Fox Italia