Un Angelo di Fuoco nella prossima stagione dell’Opera di Roma

di Ivana Musiani

  La conferenza stampa è uno dei riti giornalistici più noti ai mass media, anche se non ne conoscono bene gli svolgimenti. La conferenza stampa si ha quando un ente, una istituzione, hanno qualcosa da comunicare al grande pubblico e lo fa attraverso i rappresentanti delle testate giornalistiche, convocandoli in quella che appunto viene chiamata conferenza stampa. Il giornalista ascolta, prende nota, chiede chiarimenti quando si renda necessario e stende il su bravo articolo (“pezzo”, in gergo). Il suo ruolo, insomma, non è altro che quello dell’intermediario. Naturale che ogni tanti ci scappasse l’applauso quando alla conferenza stampa si presentava un grande interprete: riconoscimento dovuto. Solo che, a un certo punto, gli applausi cominciarono a fioccare per tutti: al sovrintendente che magnificava il cartellone, al regista che illustrava la sua personale lettura dell’opera, ai cantanti sino all’ultimo sconosciuto comprimario e così via, senza dimenticare nessuno, per non far torti. Insomma, da intermediario il giornalista si faceva, purtroppo, anche garante. E quei pochi che protestavano, che cercavano di riportare la conferenza stampa alle sue originarie funzioni, erano guardati male, con insofferenza dai più giovani colleghi e dai rappresentanti della stampa estera (forse ai loro paesi si usava così).

  Tutto questo preludio (“cappello”, in gergo giornalistico), per confessare che alle conferenze stampa non vado più, ma non per questo mi ritengo sollevata dal riferire, per esempio, i titoli della prossima stagione del Teatro dell’Opera di Roma, da poco  resi noti: rispettando il ruolo di intermediario e astenendomi dal commentare quello che soltanto la realizzazione si mostrerà suscettibile di lodi o di critiche.

  Apertura il 2 dicembre, con Rigoletto di Verdi, di cui si anticipa una “lettura nuova e approfondita di Daniele Gatti con la regia di Daniele Abbado”. Tra gli interpreti Ismael Jordi, Roberto Frontali, Lisette Oropesa, Riccardo Zanellato e Alisa Koroseva.

  Tosca di Puccini andrà in scena il 7 dicembre per rimanerci sino al 16 e tornarci dal 18 al 26 giugno 2019. E’ una ripresa di quella con le belle scene originali di Adolf Hohenstein; dirige Stefano Renzani, regia di Alessandro Talevi, interpreti Svetlana Kaysan, Giorgio Berrugi, Fabian Veloz.

  Ritorna dal 12 al 26 gennaio 2019 l’immarcescibile Traviata, quella con la regia di Sofia Coppola, per la ragione che ai melomani tanto basta la musica di Verdi e purché sia ben diretta e cantata bene, poco gl’importa di chi muove le fila.

  Dal 2 al 10 febbraio  Anna Bolena di Donizetti. Mancava dal teatro dal lontano 1979. Direttore Riccardo Frizza, regista Andrea De Rosa. Interpreti Maria Agresta, Carmen Remigio, Alex Esposito, René Barbera.

  Mezzo secolo c’è voluto prima del ritorno al Costanzi di Orfeo ed Euridice, capolavoro di Gluck, grazie  alla coproduzione di altri tre teatri di marca francese. Direttore Gianluca Capuano, regia di Robert Carsen, interpreti Carlo Vistoli(controtenore), Mariangela Sicilia, Emoke Barath. Dal 15 al 27 marzo.

  Verrà direttamente da Venezia, in coproduzione con La Fenice, la più famosa delle operette, La vedova allegra di Lehàr. Dal 14 al 20 aprile, direttore Constantin Trinks, regia di Damiano Michieletto.

  Titolo tra i più significativi dell’avanguardia musicale russa  del primo Novecento ma anche di tutto il secolo scorso, L’angelo di fuoco di Prokofiev, di scena per la seconda volta al Costanzi (la prima fu nel lontano 1966), dal 23 maggio al 1° giugno, per la direzione di Alejo Perez, regia di Emma Dante. Tra gli interpreti: Leigh Melrose, Evgenia Muraveva, Sergey Radcenko.

  Ritorna Cenerentola di Rossini (8-13 giugno), quella della discutibile regia di Emma Dante. Interpreti Teresa Iervolino, René  Barbera, Vito Priante, Carlo Lepore. Direttore da definire.

  Con Don Giovanni il regista Graham Vick conclude la trilogia dapontiana di Mozart (27settembre-6 ottobre). A seguire, dall’8 al 16 novembre, un nuovo Mozart con l’Idomeneo, che vede il lanciatissimo Michele Mariotti per la prima volta sul podio dell’Opera. Regia di Robert Carsen, tra gli interpreti Rosa Feola e Miah Persson.

  A conclusione, Un romano a Marte, la novità di Vittorio Montalti, che ha dovuto tirare il collo per cinque anni prima di vederla rappresentata, essendo stato il vincitore nel 2014 del concorso indetto dall’Opera per giovani compositore. E avrà pochissime repliche, dal 22 al 24 novembre 1919.

  La stagione dei balletti comprende 5 titoli. Si va dal Lago dei Cigni a un nuovo allestimento di Carmen, una serata Philip Glass, la coreografia di Preljocaj Blanche Neige e la ripresa del Don Chisciotte.