L’Associazione culturale Fuori le Ali alla Casa Internazionale delle Donne presenta “Io la conoscevo bene”

L’Associazione culturale Fuori le Ali, per un cinema sociale, è lieta di partecipare alla programmazione della Casa Internazionale delle Donne per l’Estate Romana 2018, nella serata del 10 luglio a partire dalle ore 21,00. Fuori le Ali, che si occupa di portare i mestieri del cinema ai margini della società in un momento storico-politico in cui l’Italia appare quanto mai priva di attivismo concreto e di impegno progressista,  proporrà questo programma:

Incontro con Fuori le Ali. Saranno presenti: Gigliola Scola, Silvia Scola, Marta Rizzo, Wilma Labate, Daniele Vicari, Cherardo Gossi, Annalisa Forgione, Antonio Falduto, Marta Zani, Serafino Murri, Francesca Melania Monizzi (In attesa della conferma di Stefania Sandrelli).

Dopo la presentazione dei membri dell’Associazione, durante la quale si spera anche di approfondire una collaborazione futura con la Casa Internazionale delle Donne e con tutte quelle realtà a essa legate che si occupano di difendere, sostenere e combattere per la tutela delle donne e dei loro diritti, Fuori le Ali propone la visione di un film che rispecchi la ragion d’essere dell’Associazione in relazione con il mondo femminile.

Proiezione del film “Io la conoscevo bene” di Antonio Pietrangeli (1965). La scelta di questo film dipende non soltanto dall’acuta e dolorosa indagine che Pietrangeli – affermano Marta Rizzo e Silvia Scola –, Scola e Maccari fanno sull’Italia e su quella parte del mondo artistico-cinematografico più becero, cinico e sfacciato, ma perché “Io la conoscevo” bene appare, oggi, di una attualità dolorosa e sorprendente. Questo film è la denuncia non gridata, ma manifestata con una delicatezza inconsueta, della violenza del mondo maschile verso le donne. Il suicidio finale di Stefania Sandrelli è la ribellione alla prevaricazione, alla violenza psicologica, all’ambiguità e al senso del possesso effimero dell’universo maschile su quello femminile. “Il fatto che le cose non cambino, non trovino una soluzione, o una evoluzione positiva è il segno della sconfitta che tutta la società paga”, diceva Ettore Scola.

Fuori le Ali realizza progetti che mostrano come il cinema non sia un universo irraggiungibile e privilegiato, ma un panorama vastissimo di mestieri e di competenze arrivabili a chiunque, anche e soprattutto a chi pensa di avere soltanto la devianza e l’emarginazione come orizzonte di vita. L’Associazione intende difendere, denunciare, comunicare qualsiasi forma di violenza, di prevaricazione, di disuguaglianza, di abuso e Io la conoscevo bene racconta, come fosse oggi, il dolore delle donne abusate, nella mente come nel corpo.

Dai padri storici del cinema ai docenti e studenti di Centro Sperimentale di Cinematografia e Scuola d’Arte cinematografica G. M. Volonté, da Gigliola Scola e Dacia Maraini a Luciana Castellina e Altan: un’associazione di registi, autori, magistrati e protagonisti dell’impegno civile si sta  impegnando per far conoscere i mestieri del cinema attraverso la forza ispirata dalla lezione di Ettore Scola, ricordando Vittorio Taviani e con la partecipazione del fratello Paolo e di Giuliano Montaldo, cofondatore di Fuori le Ali. Un’associazione che metta la conoscenza, oltre che l’applicazione delle leggi, al servizio della società, per fornire possibilità di crescita laddove illegalità, disagio, discriminazione sono più forti. Perché essere delinquenti, emarginati, esclusi non è una condanna a vita, ma un difetto dell’intera collettività cui l’applicazione tecnica può tentare di porre rimedio. Un progetto nato dall’iniziativa di Silvia Scola, sceneggiatrice, e Marta Rizzo, studiosa di cinema.

L’associazione culturale  Fuori le Ali,  è nata nel novembre dello scorso anno. Un progetto e un’associazione nati su un’iniziativa di Silvia Scola e Marta Rizzo. Nel nome di Ettore Scola, con il CSC-CN e Scuola Gian Maria Volonté,  con cineasti indipendenti sensibili all’impegno sociale e civile, con il Ministero di Giustizia-Dipartimento Minorile e di Comunità e magistrati, con Amnesty International Italia,  Cinemovel, Libera contro le Mafie, Regione Lazio, Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici (SNGCI), Associazione Produttori Televisivi (APT), AGIS-SCUOLA, Istituto di Ricerche Internazionali – Archivio Disamo (IRIAD). E con i registi Daniele Vicari, Francesco Bruni, Wilma Labate, Mimmo Calopresti e Antonio Falduto,  il maestro del montaggio italiano Roberto Perpignani e la docente del CSC e montatrice Annalisa Forgione,  il magistrato Giacomo Ebner, il direttore della fotografia e docente della Scuola Volonté Gherardo Gossi, tra gli altri.

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