“The Escape”

di José de Arcangelo

“The Escape”, scritto e diretto da Dominic Savage (tanta tv alle spalle e “Love + Hate”), narra una storia non nuova, affrontata in precedenza da maestri del cinema, da Ingmar Bergman a Woody Allen e John Cassavetes, per ricordare i più famosi, perché a partire dagli anni Settanta la Nuova Hollywood e anche il cinema italiano lo hanno fatto. Infatti, è il ritratto intimo di una donna sposata che apparentemente ha tutto, ama riamata il marito e i due figli piccoli.

Benestante, bella e giovane, Tara (la sempre intensa Gemma Arterton, anche produttrice esecutiva), la sua ha tutte le caratteristiche di una vita di successo: una casa, un marito, i bambini e un buon stile di vita. Ma Tara è infelice e depressa, desidera di più del ruolo di casalinga perfetta, qualcosa che non è in grado di individuare finché scopre la serie di arazzi su ‘La dama e l’unicorno’ (su un libro d’arte e che rappresenta i cinque sensi, anzi un sesto che sarebbe appunto ‘il desiderio’. E, nonostante la sua comprensione e amore, il marito Mark (Dominic Cooper, da “Mamma mia” a “Tamara Drewe – Tradimenti all’inglese”, dove recitavano insieme) non riesce a capire quale sia.

Un dramma angosciante sostenuto dai bravi interpreti che purtroppo non riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore, perché il personaggio protagonista non ispira, forse, una vera e propria empatia e percorre luoghi comuni e stereotipi del caso. A partire dalla fuga a Parigi, dove vedrà in un museo gli arazzi, conoscerà un fotografo (Jalil Lespert) e, alla fine, troverà il sostegno di una donna sconosciuta (la Marthe Keller di “Un attimo, una vita”, “Il maratoneta” e “Fedora”) che l’aiuterà a tornare dal marito ma certa di avere ritrovato la sua libertà e indipendenza.

“L’argomento di questo film – confessa il regista – è quello di una madre che lascia la sua famiglia, e così ho sempre guardato al processo di come quella madre lascia i suoi figli e per cosa li lascia e perché. Sono davvero interessato al dettaglio delle relazioni, il tipo di cose che potrebbero non essere necessariamente considerate drammatiche, ma che sono affascinanti per l’autenticità di quel che sono. E ovviamente le cose più interessanti non sono calme e felici; non so se la vita di qualcuno sia necessariamente quella, ma anche le relazioni più felici hanno difficoltà. Volevamo una storia stimolante, qualcosa che non fosse facile da guardare o da fare”.

Nelle sale italiane dal 21 giugno distribuito da Fil Rouge Media