“Fotograf”

di José de Arcangelo

“Fotograf”, girato dalla regista Irena Pavlásková nel 2014 e uscito in patria nel gennaio 2015, narra una movimentata storia autobiografica, liberamente ispirata alle vicende del fotografo ceco di fama internazionale Jan Saudek (interpretato da un bravissimo Karel Roden), in cui ripercorriamo alcuni momenti fondamentali nella vita di questo artista dotato di talento, spontaneità, trasgressione e passione. Tutte queste caratteristiche gli sono valse notorietà e rifiuti, amori e tradimenti, folle di ammiratori in tutto il mondo. E attraverso l’esistenza di Suadek – ricostruita dalla sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso fotografo con la regista Pavlásková – viene messo in risalto, il vero fulcro della sua vita: le donne.

Sia quelle che hanno posato davanti all’obiettivo della sua macchina fotografica (non è mai passato al digitale) – non di rado personaggi addirittura pittoreschi ed extralarge (ricordano in qualche modo le muse di Botero) -, sia quelle che lo hanno circondato nella vita privata, amandolo e odiandolo, ammirandolo o desiderandolo. Figlie, mogli, amanti, partner sessuali, ammiratrici intellettuali e non.

Alcune devote e disinteressate, altre tradite e ferite, altre che hanno condiviso con piacere la sua vita burrascosa. Ma altre ancora, seducenti e ambigue, che hanno desiderato unire il proprio futuro a quello del famoso artista, ossessionate dal desiderio di domare il suo liberalismo, di condividere il suo patrimonio, il suo talento e i suoi geni. Gli esemplari di tutti questi tipi di donne rendono sapido e piccante (mai volgare) un film straordinario, una commedia piacevolmente amara ricca di elementi erotici.

Infatti, si tratta di una sorta di commedia dolce-amara (da ragazzino è stato in un lager, poi sotto la censura comunista) dal ritmo serrato, se vogliamo anche sexy, visto che l’autrice mostra fugace ed elegantemente anche i numerosi rapporti sessuali (ottima dal punto di vista visivo, grazie anche alla fotografia di David Ployhar), e concentra il tutto in 131’ – che in realtà non si sentono – di spettacolo e sentimenti, litigi e ‘scandali’, emozioni e poesia.

“La storia è condita di humor – dichiara la Pavlásková -, giacché il nostro protagonista è dotato di un enorme senso dell’umorismo. Il film svela i segreti dell’opera di Jan, si immerge nel bizzarro e suggestivo mondo delle donne che lo circondano”.

E lo stesso Jan Saudek appare nel prologo e nell’epilogo del film. Tra le muse-amanti che hanno sfilato davanti all’obiettivo della sua macchina fotografica Líba (Marie Málková), Vera Zílová (Vilma Cibulková), Klára (Zuzana Vejvodová), Vendelina (Marika Sarah Prochàskovà). E poi la figlia Anika (Jenovefa Bokovà), il figlio Marek (Vàclav Neuzil), l’ex moglie (Vanda Konecnà), il giovane laureando (Patrik Dergel).

Nelle sale italiane dal 28 giugno distribuito da Newgold Film