Quando la fiaba racconta la società

di Valentina di Paola

  Raccontare storie è una delle azioni più ataviche dell’essere umano. Le narrazioni, nel senso sociologico del termine, sono oggetto di studio per numerosi filosofi, che ricercano il senso profondo tra storia e società. Lo stesso Bruner, psicologo cognitivista statunitense, afferma che ogni società si contraddistingue per il proprio background di storie e racconti.

  Il giornalista e studioso di filosofia delle Letture primitive Antonio De Signoribus in ‘Fiabe e leggende delle Marche’ riporta uno spaccato dell’immaginario della regione del centro Italia, richiamando 59 racconti appartenenti alla tradizione popolare marchigiana.

  Il volume si divide in 8 categorie (“astuzia e stupidità”, “casi comici”, “re figli di re e dintorni”, “i patti”, ”casi difficili ed eroici”, ”gli aiutanti”, ”casi misteriosi”, ”tesori nascosti”), ogni sezione raccoglie una serie di storie con lo stesso filo conduttore: tale ripartizione rende la lettura agevole e scandita.

  L’autore utilizza un linguaggio semplice, tipico delle favole e delle fiabe, arricchito da dialettismi e termini curiosi che derivano dalla tradizione del centro Italia, “ad esempio lo «jacciacòre», al posto di «un grande spavento che ghiaccia il cuore»”. Se è vero, però, che la fiaba rimanda all’infanzia e alle storie raccontate ai bambini per rendere più piacevole il passaggio dalla veglia al sonno, il volume non manca di una certa profondità. La simbologia e la morale che caratterizzano le favole sin dagli scritti di Esopo racchiudono infatti intenti pedagogici e piccoli insegnamenti di vita. Ne è un esempio lo stesso Decameron di Boccaccio, per citare un’altra raccolta di novelle, in cui l’astuzia e l’ingegno si rivelano spesso la chiave che permette al protagonista di volgere le situazioni a proprio favore.

  Attraverso le pagine del libro si incontrano inoltre alcuni elementi ricorrenti, come il nome di Giovanni, proprio di molti dei protagonisti di cui si narrano le gesta, o le frasi conclusive che compaiono al termine di molti racconti, come la frequente “larga la foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia”.

  Tra storia e racconto, tra mitologia e folklore, il volume si muove sulle tracce della cultura tradizionale marchigiana, riportando aneddoti, favole e novelle con la semplicità e la genuinità tipiche della saggezza popolare. Con quel gusto per il passato che si ritrova nella spontaneità con cui si espongono fiabe e leggende, l’autore riesce, pur senza mai far emergere le proprie parole, a indurre il lettore domandarsi quanto la modernità abbia preservato di quell’originale naturalezza folcloristica e quanto invece la collettività potrebbe sacrificare nel perdere la propria identità narrativa. Se una società è anche ciò che racconta, cosa può diventare una società senza racconti?

titolo: Fiabe e leggende delle Marche
categoria: Narrativa
autore/i: De Signoribus Antonio
editore: Newton Compton editori
pagine: 235
prezzo: € 9.90