“Toglimi un dubbio”

di José de Arcangelo

Una riuscita commedia sentimental-brillante, ispirata alla realtà, sceneggiata – con Raphaele Moussafir e Michel Leclerc – e diretta da Carine Tardieu: “Toglimi un dubbio”. L’argomento è la paternità scoperta in tarda età, visto che i test del Dna, sono stati scoperti poco più di trent’anni fa.

La storia è quella di Erwan Gourmelon (François Damiens), artificiere quasi cinquantenne, che scopre per caso che l’uomo che l’ha cresciuto non è il suo vero padre. Così comincia la ricerca del suo genitore biologico e individua Joseph Levkine (André Wilms), un eccentrico settantenne, vecchio amico di sua madre. Erwan cede presto alla simpatia dell’uomo e si infatua dell’impetuosa Anna (Cécile de France), una donna che scopriremo avere un legame con entrambi.

Equivoci e conflitti famigliari si moltiplicano quando Juliette (Alice de Lencquesaing), figlia di Erwan, scopre di essere incinta, ma non sa e non vuole sapere chi è il padre del nascituro. E Bastien Gourmelon (un impagabile Guy Marchand), il padre ufficiale di Erwan, non sta a guardare.

La Tardieu affronta con leggerezza ed eleganza un tema non sempre facile, e si è ispirata alla storia vera di un suo amico che ha scoperto a cinquant’anni che suo padre in realtà non era suo padre. Ma ha aggiunto il personaggio femminile per dare allo spettatore un ingrediente in più di mistero, oltre ai consueti equivoci. Inoltre, il suo riferimento sono le vecchie commedie del rimpianto Claude Sautet, un regista che sapeva raccontare “Le cose della vita” (“L’amante” in Italia), sia in dramma che in commedia, con una naturalezza esemplare.

“Quando ho iniziato a scrivere la sceneggiatura – ha dichiarato l’autrice – avevo in testa un’immagine: un uomo che scava la terra e finisce per far esplodere una bomba sepolta. Scavando nel passato, risalendo alle origini, si corre il rischio di portare alla luce segreti dal potenziale… esplosivo. Ho anche una profonda ammirazione per Claude Sautet e per il suo modo così singolare con cui riprende gli uomini al lavoro. Avevo il ricordo di alcune scene di ‘E’ simpatico… ma gli romperei il muso’ con Yves Montand. Mi piaceva l’energia che scaturiva da quelle scene e in una prima bozza ho immaginato Erwan come un capo cantiere. Ma far interpretare a Erwan un artificiere era il modo per rendere letterale la metafora e di scoprire un mestiere affascinante e abbastanza raro al cinema…”.

Nelle sale italiane dal 21 giugno 2018 distribuito da Academy Two