A Pesaro, Carlo Delle Piane festeggia 70 anni di carriera e lo dimostra sul grande schermo

dall’inviato José de Arcangelo

PESARO, 19 giugno – Ma ieri è stata anche la giornata di Carlo Delle Piane, per celebrare i suoi 70 anni di carriera – ne ha compiuti 82 -, visto che ha debuttato a 12 anni nel 1948, scoperto a scuola dal regista Duilio Coletti e da Vittorio De Sica che cercavano uno dei piccoli protagonisti di “Cuore”, tratto dal libro omonimo di Edmondo De Amicis. L’omaggio  con la proiezione dell’ultimo film da lui interpretato, “Chi salverà le rose” di Cesare Furesi, però per l’occasione la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema ha anche ricordato Ermanno Olmi – recentemente scomparso e a cui fu dedicato l’Evento Speciale nel 2003 – con due eventi: la proiezione di “Tickets” firmato da Olmi, con Abbas Kiarostami e Ken Loach (Italia, 2005), il cui primo episodio, diretto dal maestro italiano, è interpretato proprio da Delle Piane, e una mostra di bozzetti che il regista bergamasco ha realizzato per i suoi recenti lungometraggi: “Cantando dietro i paraventi” e “Centochiodi”. Inaugurata dall’attore e dal Direttore del Festival Pedro Armocida, la mostra s’intitola, infatti, ‘Ermanno Olmi, bozzetti per due regie’. Organizzata presso la Galleria Franca Mancini di Pesaro è stata inaugurata proprio ieri alle 18.00 alla presenza dell’attore, protagonista di un incontro con il pubblico. Tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00. Ingresso gratuito.

“Sono mentalmente sano – esordisce Delle Piane prima delle proiezioni -, nonostante gli acciacchi, solo che ormai non riesco a camminare bene. Ho cominciato a 12 anni questo bellissimo mestiere, non andavo molto bene a scuola ed ero all’ultimo banco perché temevo di essere chiamato, quando arrivò Coletti – che stava facendo il giro delle scuole di Roma – e mi disse di andare a Cinecittà per un provino. Io risposi spontaneamente e così ho iniziato una carriera con i grandi De Sica, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi. La cosa mi divertiva e potevo guadagnare qualche soldino, anche perché in realtà la scuola non mi piaceva tanto”.

“L’importanza del cinema – confessa – l’ho scoperta negli anni ’70, quando frequentavo i cinema d’essai e vedevo tutti i film che passavano, dalle 14.00 all’1 di notte. Cos’è fare l’attore l’ho capito vedendo Stanlio & Ollio, Chaplin e soprattutto Buster Keaton che trovai geniale, la sua staticità e un volto che offriva tante emozioni, una comicità essenziale, asciutta, era il suo punto fermo. Poi iniziai il sodalizio con Pupi Avati (qualcosa come 17 film tra grande e piccolo schermo ndr.) nell’83 in ‘Tutti defunti… tranne i morti’, tra tutti ‘Una gita scolastica’ con cui ho vinto il premio Pasinetti e, dopo Venezia, il Globo d’oro e il Nastro d’Argento’, poi con ‘Regalo di Natale’, sempre al Lido, il Leone d’oro per il Miglior attore (successivamente ha ripreso il nome Coppa Volpi ndr.).

E quest’estate parteciperà, nel ruolo cameo di un prete esorcista, nel nuovo film di Avati, che torna al gotico sulla scia del suo esordio nei thriller-horror sui toni della commedia, non troppo.

“Giulio, Claudio, Valeria, Marco, poi Eugenio, Elisabetta, amici e giocatori – dice l’autore di “Chi salverà le rose”, uscito nelle sale qualche mese fa -. Pochi personaggi per parlare d’amore. Un insieme assortito di vite e vissuti, ma il concetto più forte, quello che avvolge e ti porta lassù, solo due del gruppo lo conoscono, l’hanno provato, e lo provano ancora. L’omosessualità non arriva come tale, ma si inserisce nella storia con delicata naturalezza. Nessun richiamo a standard comportamentali, al ‘vizietto’… niente di tutto questo. Carlo Delle Piane e il suo compagno, innamorati dell’Amore”.

Mentre Delle Piane confessa: “Non avrei mai immaginato di subire uno straordinario fascino, leggendo una storia che tratta l’amore fra due anziani dello stesso sesso. Un tema importante, affrontato con tatto e delicatezza. Un bel tentativo di accordare il concetto di nucleo familiare che si adegua naturalmente, e mantiene intatte le dinamiche dei rapporti. E finalmente si parla di Amore Vero”.