“Senza distanza”

di José de Arcangelo

Una commedia sentimental-esistenziale per una riflessione sui rapporti di coppia nel nuovo millennio, “Senza distanza”, scritta, prodotta e diretta da Andrea Di Iorio. Un’idea originale come la location in cui si svolge l’azione. Infatti, è ambientata in un particolare Bed & Breakfast dove ogni camera è una città del mondo. Una volta scelta la camera-città dove si vuole andare, si vivrà nel rispettivo fuso orario. E le coppie ‘vivono’ in camere separate – Parigi, Londra, Berlino, Pechino – perché si tratta di una sorta di corso preparatorio per relazioni a distanza. Almeno apparentemente.

Ma ovviamente verranno fuori conflitti e disagio, desideri e incertezze, repressione o libertà. Quindi una riflessione sull’ambiguità dell’amore in tutte le sue sfumature con due coppie a confronto messe in crisi, forse, dall’irruzione di una single spregiudicata, anzi ‘libera e felice’ (?). Una commedia da camera, anzi da B&B, con qualche passeggiata di riflessione fuori orario.

“Partendo da un budget di poche migliaia di euro – confessa l’autore -, ho formato una troupe di poche persone molto qualificate (tra cui ex allievi del CSC). Abbiamo girato in 8 giorni, e questo è stato possibile anche grazie alla bravura degli attori (Lucrezia Guidone veniva dall’esperienza con Luca Ronconi e Francesco Bruni per il suo secondo film ‘Noi4’, Giovanni Anzaldo aveva già lavorato con Virzì ne ‘Il Capitale Umano’, Marco Cassini veniva dalla serie internazionale ‘I Borgia’, Elena Arvigo aveva una grande esperienza in teatro e aveva recitato accanto a Julia Roberts e Ben Gazzara)”.

“Quando hai a disposizione un piccolo budget e una sola location – prosegue Di Iorio -, puntare sulla scrittura e le performance degli attori è fondamentale. La scelta dell’unità di luogo non è stata un’imposizione, comunque, perché da anni volevo girare un film ambientato in un luogo unico, in cui personaggi molto diversi tra di loro venissero a contatto, perché la ristrettezza di un ambiente aumenta le possibilità di conflitto tra personalità differenti. Ho unito tutto questo alla mia passione per certi temi antropologici (in particolare alcune civiltà matrilineari esistite e tuttora esistenti) e il risultato è stato questo film”.

Quindi, un piccolo grande film dall’impostazione teatrale che, attraverso i personaggi, si fa delle domande sui rapporti umani e sulla famiglia, attraverso un quartetto vittima del pregiudizio e della ‘normalità’, della ricerca della felicità di coppia e, forse, di un ideale e di una perfezioni che non esistono. E il gioco funziona benissimo grazie agli attori che sono bravi e affiatati al punto giusto.

Nelle sale italiane da giugno 2018

FESTIVAL & PREMI

Anteprima internazionale presso la settima edizione del New York City Independent Film Festival

Premi per il MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO e per la MIGLIORE ATTRICE (Lucrezia Guidone) al Fano Film Festival

Premio per la MIGLIORE ATTRICE (Lucrezia Guidone) al Melbourne Indie Film Festival e Nomination per la Migliore sceneggiatura e per il Miglior Attore Protagonista (Marco Cassini)