“Macbeth Neo Film Opera”

di José de Arcangelo

La celebre opera teatrale di William Shakespeare – musicata in lirica da Giuseppe Verdi – che ha ispirato grandi autori cinematografici, da Orson Welles a Roman Polanski e Akira Kurosawa, rivive nel riuscito mix “Macbeth Neo Film Opera”, opera prima di Daniele Campea, prodotta da Creatives e Fondazione Pescarabruzzo.  Presentato in anteprima alla 63.a edizione del Taormina Film Fest, si tratta di un film particolare – fra sperimentazione e creazione artistica – all’interno del panorama indipendente italiano (non solo), fortunatamente svincolato da qualsivoglia tendenza o accademismo.

La storia è quella nota: Macbeth ascolta la profezia delle tre streghe che gli annunciano l’imminente conquista del trono di Scozia, catapultandolo in una spirale senza ritorno di violenza e morte, solitudine e follia… E Lady Macbeth non sta a guardare.

Daniele Campea – regista, sceneggiatore e compositore abruzzese, classe 1982 -, rivisita in chiave moderna e innovativa – in un suggestivo e coinvolgente mix fra teatro, lirica e cinema – una delle opere shakespeariane più celebri offrendo allo spettatore un’esperienza cinematografica totale, in cui suoni e melodie plasmano la storia stessa: la musica non si limita a fare da colonna sonora alle immagini ma le immagini stesse creano una ‘colonna visiva’ – sul contrasto luce e ombra – per le musiche, la recitazione si basa su precise scansioni ritmiche e ogni elemento sonoro si amalgama completamente con la sua controparte visiva, tra le musiche di Giuseppe Verdi (anche il Requiem) e inserti sperimentali realizzati dallo stesso regista.

Girato in soli otto giorni in una vecchia fabbrica abbandonata nel comune di Popoli – che richiama scenari post industriali, quasi apocalittici – e in varie location all’interno dei parchi naturali d’Abruzzo, il progetto è caratterizzato da un bianco e nero ‘espressionista’ (ricorda quello della versione di Welles) che mette in risalto chiaroscuri, ombre, ambientazioni allucinate, ponendo l’attenzione sui volti degli attori prima ancora che sui loro corpi.

E, per la prima volta, sullo schermo Macbeth è interpretato da una donna, l’attrice teatrale Susanna Costaglione, che ricrea un personaggio androgino, sospeso in un mondo da incubo, divorato dalla sua solitudine. Nel cast anche l’attore e doppiatore Franco Mannella (Macduff), la musicista e attrice Irida Gjergji Mero (Lady Macbeth) e il regista teatrale Claudio Di Scanno (Banquo). Le scenografie, i costumi e gli oggetti di scena sono opera degli artisti Gianni Colangelo Mad e Antonella Pal, che si sono ispirati all’immaginario steampunk anche con l’ausilio di materiali di riciclaggio.

L’opera ha ricevuto una recensione entusiastica sulla storica rivista “Filmcritica”, è stato inserito dal critico cinematografico Alessandro Cappabianca nella classifica dei dieci migliori film del 2016 ed è citato nel nuovo libro di Cappabianca “Metamorfosi dei corpi mutanti”, edito da Timìa. “Al suo primo lungometraggio, Daniele Campea affronta il tema/Macbeth, già trattato da una serie di giganti del cinema (Welles, Kurosawa, Polanski, Bela Tarr) e dei suoi dintorni (C. Bene), arrivando a un risultato di assoluta originalità. Prima cosa che viene in mente, di fronte al suo ‘Macbeth Neo Film Opera’: non ha niente a che fare col cinema italiano corrente, anzi, non ha niente a che fare con le pratiche correnti del fare cinema oggi, in Italia e fuori. E’ un oggetto speciale, che sembra provenire da un altro mondo, o da un altro tempo”. (Alessandro Cappabianca – Filmcritica)

Nelle sale da giovedì 14 giugno presentato da Distribuzione Indipendente