Concerto nell’ex convento. E dopo le monache arrivò Rossini

Ivana Musiani

  Nei secoli passati le ragazze nobili costrette a monacarsi per non disperdere il patrimonio familiare entravano in convento già in possesso di una buona istruzione musicale, e naturalmente intenzionate a continuare a esercitarla. Quelle più dotate non si accontentavano dei pochi strumenti – organo, viola da gamba, cembalo –  tollerati dalle autorità ecclesiastiche, nel timore che dagli altri ne venisse compromessa la loro integrità morale. Le più disobbedienti erano le ospiti del convento bolognese di Santa Cristina, che di talenti musicali ne ospitava più d‘uno, a cominciare da Donna Lucrezia Vizzini, rinchiusa nel 1598, che 25 anni dopo dava alle stampe una raccolta di “Componimenti musicali de mottetti concertati a una e più voci”, a Donna Emilia Grassi che dirigeva il coro, a Donna Deodata Leoni, conosciuta al di fuori della cerchia conventuale tanto da essere dedicataria di lavori musicali da parte di colleghi “esterni”. Fu aspra e dura la battaglia delle sorelle per non cedere alle imposizioni di privarsi degli strumenti proibiti, introdotti clandestinamente nel convento, ma nel 1628 furono costrette a ricapitolare.

  A distanza di secoli, ecco arrivare la rivalsa: oggi l’edificio (piazzetta Giorgio Morandi, 2), non più convento, ospita, tra gli altri, il Centro di Documentazione , Ricerca e Iniziativa delle Donne, ed è sede di convegni, spettacoli, concerti. Quello del 5 giugno, ore 20,30 a ingresso libero, è un concerto-spettacolo: anzi, un mosaico di testi e musiche,  dedicato a Rossini, e anche se la ricorrenza è quella del centocinquantesimo anniversario della morte, per l’istituzione Ruggiero che l’ha organizzato, “Rossini vive”: con questo titolo infatti andrà in scena, in un serrato dialogo con la nostra storia e la nostra contemporaneità, seguendo il copione scritto da Emanuela Marcante, che ne cura anche la regia. E sul prezioso pianoforte del 1834 di Pleyel,  il costruttore rossiniano per eccellenza, prestato dalla Fondazione Carisbo, la stessa Marcante eseguirà le musiche in programma. Daniele Tonini sarà voce recitante, canto e flauto.  E infine, la presenza di William Xerra, grande protagonista della stagione dell’avanguardia e della poesia visiva, in un incontro tra l’opera e il suo linguaggio e l’arte contemporanea attraversi i suoi sipari al neon.

  Le musiche rossiniane in programma, precedute dalle Variazioni in Mi maggiore per flauto e pianoforte su un tema della Cenerentola, attribuite a Chopin, spaziano tra arie da opere, danze, canzonette e arie per flauto e pianoforte.