“Resina”

di José de Arcangelo

Evento di chiusura, in anteprima, al 66° Trento Film Festival arriva ora nelle sale italiane. “Resina” opera prima di Renzo Carbonera – con tanti documentari alle spalle -, che ha come riferimento il tradizionale coro friulano di Ruda, di origine austro-ungarica, per affrontare temi e conflitti contemporanei e, in gran parte universali, come cambiamento climatico, ritorno alle origini (dalle metropoli), crisi economica, ma soprattutto di un mondo che fatica a sopravvivere e dall’incerto futuro. E su tutto regna una natura dalla bellezza mozzafiato.

Un dramma esistenzial-malinconico non privo di suggestioni in quest’opera prima di grande impatto visivo – raccontata fra delicatezza e ironia -, che mostra anche come in una situazione di crisi e conflitti siano la cultura e, in primis, la musica a rischiare di essere dimenticate e addirittura cancellate. Soprattutto in un microcosmo che fatica a restare insieme, da lì il titolo perché, come afferma il protagonista, “è la resina quella che fa stare insieme tutto”.

Un coro di uomini ormai ridotto al minimo ma diretto con passione dall’anziano Quirino (Thierry Bastian, da “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, a “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi). Una giovane musicista, Fabiana Noro (Maria Roveran), delusa dalla città, costretta a ritornare a casa (l’improvvisa morte del fratello) e poi a fare il direttore del coro per farlo uscire dai confini, anzi dall’isolamento della montagna e portarlo addirittura, se possibile, sul palco di un concorso internazionale in Cina.

Una famiglia e una piccola comunità, che hanno bisogno di ritrovare il senso d’unione, per affrontare la sfida del domani. Una galleria di personaggi tinge di ironia e ritmo il racconto di un piccolo mondo, alle prese con lo spauracchio del cambiamento climatico, e con la determinazione di una giovane donna intenta a riscoprire la bellezza della musica e ritrovare la sua strada e la sua vera identità.

Ambientato a Luserna, dove ancora si parla tedesco arcaico e italiano, il film – sceneggiato dal regista con Alessandro Bandinelli – coinvolge pian piano in un crescendo di emozioni e sentimenti, un elemento sempre più raro nel nostro cinema.

Nel cast anche Jasmin Barbara Mairhofer (Sara), Alessandro Averone (Thomas), Andrea Pennacchi (Hermann), Mirko Artuso (Bernardo), Eugenia Sartori (Eva), Diego Pagotto (direttore banca). La fotografia è di Harald Herschbaumer, il montaggio di Elena Capria e le musiche di Luca Ciut.

Nelle sale dal 31 maggio distribuito da Parthénos