“Rudy Valentino”

di José de Arcangelo

Un omaggio sincero e una riflessione appassionata che riesce a incuriosire e conquistare lo spettatore meno informato e dedicato ai giovani, in cui trovano posto teatro e cinema, passato (storico) e presente, realtà e finzione nel nuovo film di Nico Cirasola – sceneggiato con Lucia Diroma e Luigi Sardiello – sul divo “Rudy Valentino”, un mito durato un secolo che si regge fra realtà e leggenda, esistenza e rappresentazione.

Presentato in anteprima al Lecce Film Festival, narra, infatti, tra realtà e fantasia, il ritorno nell’estate del 1923 di Rodolfo Valentino – nato col cinema nel 1895 – al suo paese natale, Castellaneta. Però la storia inizia oggi in un teatrino della cittadina pugliese, dove una compagnia amatoriale sta provando uno spettacolo sul Divo dei Divi, ‘il più grande amatore del mondo’. Lo spettacolo è diretto e interpretato dal buffo capocomico, animato da grande passione, entusiasmo e una venerazione per il Divo.

Ad un certo punto le prove vengono interrotte da un’apparizione: un uomo e una donna elegantemente vestiti anni Venti. Sono Rodolfo Valentino (Pietro Masotti) e la sua seconda moglie Natacha Rambova (Tatiana Luter), e di esservi tornato per rivedere la famiglia – in primis l’amata zia Rosa (Claudia Cardinale) che l’ha cresciuto – e realizzare un suo grande sogno, mentre entrambi sono in tournée in Europa con uno spettacolo di tango.

Quando il capocomico lascerà il palcoscenico cedendolo all’ospite inatteso, magicamente il palco e la rappresentazione si animeranno, dando inizio a una sorta di commedia degli equivoci, e il film si trasforma in un surreale viaggio intimo nei sentimenti e nella solitudine del Divo dei Divi. Valentino, assecondato dalla compagnia di attori, inizierà a riconoscere i membri del suo ‘sistema famigliare’, che lo aiuteranno in questo ritorno a casa portando alla luce ogni conflitto e malessere che hanno caratterizzato la sua esistenza e lo spettatore scoprirà ‘l’uomo’ Valentino in lotta con il ‘Divo dei Divi’ per ritrovare la desiderata serenità.

“Rodolfo Valentino – afferma Cirasola nelle note – è un mito che appartiene al Mondo però a me interessava raccontare il suo ritorno nel 1923 a Castellaneta, frammento della sua vita sorvolato nelle biografie scritte su di lui. L’ho immaginato al centro delle contraddizioni del sogno americano. Rodolfo incarna tutto questo: il viaggio dell’emigrante del sud Italia, il sogno realizzato della popolarità, il fascino del seduttore, il divo che, con solo due film, supera la fama di Chaplin. E ne rappresenta il rovescio della medaglia: la nostalgia del paese d’origine, lo scontro famigliare, le pene d’amore, il provincialismo, la delusione. Ho lavorato sul registro che più mi appartiene: la commistione di generi e la visionarietà. Ho puntato su giovani attori e mostri sacri della cinematografia, protagonisti di un incrocio di emozioni. Il mio Rudy Valentino è un inno alla forza delle passioni e al coraggio di perseguirle”.

Quindi, una pellicola che ricorda e interpreta un personaggio amato da milioni di fan in tutto il mondo (due funerali, a Hollywood e New York, e un’ondata di suicidi dopo la sua morte) con trovate e ipotesi, nel tentativo di svelare un mito ancora oggi avvolto dal mistero, come del resto riguarda solo i grandi, da Marilyn Monroe a James Dean ed Elvis Presley.

Nel cast anche Luca Cirasola (Alberto, il fratello), Rosaria Russo (Norma), Mauro Leuce, Giorgio Consoli, Lucio Montanaro, Dino Paradiso, Rosa Palasciano, Antonella Bavaro, Gino Cesaria, Celeste Casciaro e Alessandro Haber nel ruolo di Gabriele D’Annunzio.

Nelle sale italiane dal 24 maggio distribuito da Mediterranea Film per Bunker Lab