“Sergio & Sergei – Il professore e il cosmonauta”

di José de Arcangelo

Presentata al Miami Film Festival e al Toronto International Film Festival 2017, arriva nei cinema italiani una piacevole commedia cubana tra realtà e finzione, divertimento e ironia, ambientata nell’Isola dopo la caduta del muro di Berlino, evento che segnò la fine dell’Unione Sovietica, ovvero del socialismo reale e del principale ‘alleato’: “Sergio & Sergei – Il professore e il cosmonauta”, sceneggiato (con Marta Daranas) e diretto da Ernesto Daranas  (già autore dell’apprezzato “Conducta”) con Tomas Cao, Héctor Noas, Ron Perlman e A.J. Buckley.

Sergei (Noas), ultimo cosmonauta sovietico alla vigilia del rientro, resta bloccato sulla stazione spaziale MIR, lontano dal suo paese e dai suoi cari. Al tempo stesso, in una Cuba politicamente dissestata e disorientata (politicamente), Sergio (Cao), professore di filosofia marxista e appassionato radioamatore con dolcissima figlioletta a carico, cerca di sopravvivere alla crisi producendo clandestinamente sigari e rum insieme all’anziana madre (già operaia nella tabaccheria di Stato) e l’amico-vicino Ulises (Armando Miguel Gomez), mentre aiuta il disincantato amico americano Peter (Perlman) a scoprire come i precedenti governi americani hanno manipolato il programma spaziale Apollo per i propri fini propagandistici.

Per un fortunato caso del destino, un giorno Sergio si mette in contatto radio con la MIR, facendo presto amicizia con Sergei. Quando quest’ultimo si trova costretto a dover intraprendere una passeggiata nello spazio, per tentare di riparare i danni causati dall’impatto di un meteorite, Sergio progetta insieme a Peter un piano per riportarlo sulla Terra. Purtroppo non sa che Ramiro (Mario Guerra), perfido investigatore comunista, lo sta tenendo d’occhio da tempo per incastrarlo.

Una favola in bilico tra vita quotidiana, privata e pubblica, magari addolcita, ma che prende spunto da avvenimenti storico-politici reali che hanno influenzato un’intera generazione di giovani di tutto il mondo, e precedenti alla fine della Guerra fredda. Peccato che il doppiaggio (nell’originale si parla spagnolo, inglese e russo) rischi di appiattire la naturalezza e la spontaneità del cast cubano-ispano-statunitense, che conta anche con Ana Gloria Budéan, Yuliet Cruz (Lia), Rolando Raimjanov (Igor), Idalmis Garcia (Sonia).

Nelle sale italiane dal 24 maggio distribuito da Officine Ubu