Massimo Bonetti presenta la sua opera prima da regista “La settima onda”

di José de Arcangelo

A quasi quattro anni dalle riprese, arriva nelle sale italiane, l’opera prima dell’attore Massimo Bonetti “La settima onda”, con Francesco Montanari e Valeria Solarino (assenti giustificati alla conferenza stampa perché sul set), Alessandro Haber e Tony Sperandeo. Un dramma d’attualità sull’esistenza della gente comune alle prese con quotidianità e futuro, disoccupazione e ingiustizie, sogni infranti e casualità, amore e amicizia.

“L’idea è nata dall’incontro folgorante con un pescatore – esordisce Bonetti alla presentazione stampa a Roma – che da un po’ gestisce una trattoria (è il sogno del protagonista ndr.), e ho scoperto che sa più lui di cinema di me. Mi ha nominato tutti i titoli dei miei film, e non solo ha citato ‘Il settimo sigillo” di Bergman, ma ‘La camera verde’ di Truffaut, un film che credo abbiano visto solo gli appassionati”.

Sceneggiato dal regista con Fabrizio Lippolis e Tony Nardo, su un mirabile sfondo di mare cristallino, sole terre brule e profumi mediterranei, narra di due uomini – un giovane pescatore, Tanino (Montanari) e un vecchio attore, Saverio (Haber) -, due vite profondamente diverse destinate a incontrarsi. Le loro storie si intrecciano in uno strano ma intenso legame, che semplicemente nasce e cresce, pur contaminato da sofferenze passate e presenti, sopite e mai lenite. L’uno alle prese col mutuo e le bollette da pagare, la moglie perde il lavoro; l’altro, invece, ha perso moglie e figlia in un incidente stradale.

“Da quello spunto è nata la sceneggiatura – prosegue Bonetti sull’idea di partenza – in cui ho voluto accentuare la precarietà del lavoro e dell’amore, la vita e la morte. Ho evitato l’uso della tecnologia avanzata, dal cellulare al pc, perciò ho scelto la lettera perché i sentimenti si raccontano col tempo passato. Con un sms o whatsapp sarebbe stato tragico. E’ una sorta di storia pirandelliana, come quelle che ho interpretato a teatro, in un’atmosfera d’amore, e la passione per il cinema mi ha portato a questo”.

“Sono molto amico di Massimo – ribatte Haber che interpreta Saverio – almeno da quarant’anni, e sono stato un suo precursore perché l’ho proposto per un provino a Franco Rossi – anche lui un amico con cui avevo già lavorato -, per ‘Storia d’amore e amicizia’ (lo sceneggiato che ha lanciato Bonetti accanto a Claudio Amendola e Barbara De Rossi ndr.). E Massimo l’avevo conosciuto ai tempi del Piccolo di Milano ne ‘La tempesta’ e ci ho pensato giusto”.

“In quel periodo dovevo fare ‘L’avaro’ con Paolo Stoppa – racconta l’attore-regista -, ma quello sceneggiato mi ha cambiato la vita”.

“Quando mi ha chiamato per il suo film da regista – afferma Haber – non ci avrei mai scommesso, ma nonostante sia fatto con pochi soldi, è una bella cosa”-

“Io sono una madre-suocera cattivissima – dichiara Imma Piro sul suo personaggio -, Massimo ci ha diretto benissimo, anch’io l’ho conosciuto tanto tempo fa per ‘La tempesta’ a Milano. Ora vedendo il film mi sono commossa, soprattutto sul finale, molto toccante. Ha fatto un ottimo lavoro”.

“Sono stata felice di lavorare con un cast meraviglioso – dice Donatella Pompadour nel ruolo di Giovanna, amica-collega di Sara/Solarino, moglie del protagonista -, non conoscevo Massimo regista, ma la sua storia racconta che con l’amore si possono superare le difficoltà della vita”.

“Ho avuto minore difficoltà rispetto a chi fa regia senza nessuna esperienza – precisa Bonetti -, perché in pratica io vivevo sempre sul set e questo mi ha aiutato nelle scelte registiche, ma anche perché mi sono affidato a un cast eccezionale. Infatti, bisogna lasciare l’attore libero di fare il suo mestiere perché conosce il personaggio, non puoi distrarlo chiedendogli di cambiare intonazione, o particolari inutili. Il maestro Pupi Avati mi diceva ‘non ti voglio sentire una voce minimalista’, mentre Troisi per ‘Le vie del Signore sono finite’, quando mi uscì una voce impostata, mi disse ‘sembravi Amedeo Nazzari!’. In realtà ho rubato un po’ a tutti attraverso la mia esperienza di attore”.

“Montanari è straordinario – conclude -, mi aveva conquistato da tempo. L’avevo visto in qualche pezzo di ‘Romanzo criminale’ (la serie) e poi a teatro. Spesso si scelgono gli attori in base alla sceneggiatura, raramente si pensa alla loro bravura”.

“Il titolo? L’hanno scelto i produttori – confessa l’autore-attore -, forse perché si parla di mare e, a un certo punto, mi suonava bene”.

 Nel cast, oltre ai su citati, Antonino Iuorio (Vittorio), Greta Sacco (Maria), Andrea Delogu (direttrice banca), Luigi D’Atrio (scagnozzo 1), Paco De Rosa (Pasquale) e in un ruolo cameo lo stesso Bonetti (chirurgo). La fotografia è firmata da Sebastiano ‘Nino’ Celeste, le musiche originali da Pericle Odierna e il montaggio da Giuseppe Pagano.

Nelle sale italiane dal 24 maggio distribuito da Ipnotica per Saturnia Pictures