A Capua, nel prossimo weekend, una ‘Rievocazione storica del primo documento in volgare italiano’

Da Sabato 26 Maggio a Domenica 27 Maggio 2018, si terrà a Capua, una ‘Rievocazione storica del primo documento  in volgare italiano’. A distanza di 1450 anni dalla venuta dei Longobardi in Italia col loro re Alboino – 2 aprile del 568 – si celebra in Capua, capitale della Longobardia Minor con Benevento e Salerno,  la IV edizione del ”Placito Capuano” che nella primavera del 960 tra le Chiese a Corte del suo Palazzo dei Principi sancì il primo scritto in Volgare italiano con quel suo: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti” (marzo 960) Capua – Città della Lingua (Accademia della Crusca 27 maggio 2017).

Ecco la Scheda storica. Era la primavera del 960, una bella giornata di marzo,”era già accestita e verdeggiava la canapa” come ci racconta Nicola Cilento.

Nella piazza antistante il grande portale del Sacro Palazzo dei Principi Longobardi di Capua si amministrava la giustizia. E protagonista principale era l’Abate di Montecassino, di quel Convento che circa un secolo prima era stato distrutto dai Saraceni e che fu ricostituito a Capua, ove l’abate Giovanni aveva ricostruito la perduta “Regola di San Benedetto”.  Si rincorrono le stagioni terribili e dolorose delle distruzioni e delle stragi con quelle dolci e odorose della pace, della sana convivenza e di fecondi incontri di laici e chierici nel dialogo continuo della cultura e della fede. Nell’841 l’antica Capua, quella dalla grande storia invidiata anche da Roma, viene completamente distrutta. E’ la stagione terribile del dolore e della paura. Ma i Capuani, al seguito dei Signori Longobardi, si trasferiscono altrove e nell’856 fondano la Nuova Capua, nell’ansa del grande fiume Volturno, dove una volta era il sito romano di “Casilinum”.

Operosi e fieri trasferiscono qui tutto quanto era possibile recuperare dal distrutto luogo, pietra per pietra, colonne, gruppi e manufatti lapidei, ogni cosa che possa ricordare il glorioso passato. E verrà la primavera del Principato, l’epoca in cui Capua sarà la capitale di “Terra di Lavoro”, come una volta era stata la capitale della “Campania Felix”.  E in questi tempi di pace i Capuani accoglieranno i monaci benedettini sopravvissuti alle distruzioni. Il cenobio capuano sarà prolifico di cultura e di studi per più di trent’anni, e le miniature sui codici prodotti in Capua sono unanimemente riconosciute come le migliori. Poi Montecassino sarà ricostruito ma i monaci ricorrono al Tribunale Capuano per farsi riconoscere come i legittimi proprietari delle terre che erano state usurpate. E la pace verrà ricomposta e sancita nella pergamena di quel Placito che stabilisce il buon diritto di “parte sancti Benedicti” che deve essere compreso da tutti anche da chi non conosce il latino. E per la prima volta in Capua si scrive in un documento ufficiale in lingua volgare la testimonianza giurata e ribadita tre volte del possesso delle terre sempre appartenute al Convento. È la prima volta, ed è certificato che Capua  è il primo luogo di uso scritto e conclamato del volgare italiano.

Manifestazione con partecipazione libera gratuita.

Il pranzo e/o la cena sono liberi e sono a carico dei singoli partecipanti che provvederanno in proprio alla scelta del ristorante e alla relativa prenotazione.

Per comunicazioni urgenti nei giorni della manifestazione è possibile contattare il numero 347.3737037 (Annamaria Troili).

Per altri informazioni e programma dettagliato vedi:

https://www.touringclub.it/evento/capua-ce-il-placito-capuano-quarta-edizione