Cannes: Palma d’oro al giapponese “Un affare di famiglia”, Miglior attore Marcello Fonte per “Dogman” e Miglior sceneggiatura Alice Rohrwacher per “Lazzaro felice”

Il 71° Festival di Venezia si è chiuso con la premiazione, da parte della giuria presieduta dalla sempre elegante e seducente Cate Blanchett, che non ha dimenticato tutti i buoni film presentati né i registi fermi in patria (il russo-kazako e l’iraniano) per ragioni politiche, tanto da dividere equamente i riconoscimenti tra i migliori in gara.

La Palma d’Oro è andata al giapponese “Un affare di famiglia” (Manbiki kazoku) di Irokazu Koreeda, apprezzato anche da noi per “Ritratto di famiglia con tempesta” e già in pre-produzione per un film col trio Binoche-Deneuve-Sagnier; mentre gli italiani accolti calorosamente da pubblico e critica si sono aggiudicati il Premio per il Miglior Attore che è consegnato alla rivelazione Marcello Fonte – ha ricordato che da piccolo, sul tetto di lamiera della sua casa, la pioggia suonava come un applauso scrosciante, ora avveratosi) da Roberto Benigni, per “Dogman” di Matteo Garrone; e quello per la Miglior Sceneggiatura a “Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher, ex aequo con l’iraniano Jafar Panahi (da “Il palloncino bianco” a “Taxi Teheran”) per “Three Faces”.

Curiosamente i due film italiani riflettono sull’impotenza del bene di fronte al potere (infinito) del male e della violenza, che lo rendono sinonimo di ingenuità e debolezza, anzi spesso di sacrificio (o rassegnazione) estremo.

La Miglior Attrice del concorso è stata la kirghisa Samal Yeslyamova per di “Ayka” (My Little One) del kazako Sergei Dvortesevoy (“Tulpan – La ragazza che non c’era”); quello per la Migliore Regia è andato al premio Oscar (“Ida”) Pavel Pawlikowski per “Zimna Wojna” (Guerra fredda).

Il Grand Prix del 71° Festival di Cannes è stato assegnato a Spike Lee per “BlacKKKlansman ispirato alla storia vera di un poliziotto nero e un altro ebreo che si sono infiltrati nelle fila del KuKuxKlan. Una Palma d’Oro Speciale è stata assegnata a “Le Livre d’images” dell’infaticabile 87enne Jean-Luc Godard, che continua a sperimentare sul cinema, ieri e oggi. Il Premio della Giuria nel concorso è stata assegnato al film “Capharnaum” della libanese Nadine Labaki.