“Parigi a piedi nudi”

di José de Arcangelo

Una commedia surreal-romantica, se vogliamo demenziale, ma ispirata alle comiche del cinema muto, “Parigi a piedi nudi” della coppia belga-canadese Fiona Gordon e Dominique Abel (dopo tanto teatro, al loro quinto film), anche protagonisti, accanto ai grandi Emmanuelle Riva (da “Hiroshima mon amour” ad “Amour”), purtroppo alla sua ultima interpretazione, e Pierre Richard (da “Alto biondo e… con una scarpa nera” a “Profilo per due”, passando per “La capra”) che è il riferimento principale, accanto all’inimitabile Jacques Tati, Charlie Chaplin e Buster Keaton.

La monotona vita di Fiona (Gordon), bizzarra bibliotecaria in un paesino sperduto fra i ghiacci canadesi, viene all’improvviso turbata dall’arrivo di una lettera allarmante inviatale da zia Martha (la candidata all’Oscar, Riva), stravagante novantenne – già ballerina – che vive a Parigi. Fiona salta sul primo aereo per correre in aiuto della zia, ma una volta arrivata nella capitale francese scopre che l’anziana è misteriosamente (e volontariamente) scomparsa.

Sulle tracce della fuggitiva, fra tuffi inaspettati nella Senna e rovinose scalate della Tour Eiffel, omonime e agenti, Fiona incappa in Dom (Abel), gentile clochard parigino, vanitoso e a suo modo affascinante, che si innamora di lei e non vuole più lasciarla sola.

 

Diretto col tocco originalissimo ed elegante che contraddistingue tutte le commedie del duo Gordon & Abel e con tanti citazioni e omaggi ai sopracitati autori-attori, ma anche al musical (vedi la scena dei piedi che ballano), “Lost in Paris” (titolo internazionale) è il racconto spassoso e stralunato su come, nella città più romantica del mondo, si possa trovare l’amore perdendosi, appunto.

Quasi privo di dialoghi (inglese-francesi), la commedia di produzione franco-belga – presentata in anteprima a Rendez Vous Festival del Nuovo Cinema Francese di Roma – è un più che piacevole divertimento per chi ama la comicità basata su mimica e cadute, acrobazie e nostalgia, perché probabilmente chi ama, invece, la comicità attuale – che ormai ha superato ogni limite, della volgarità e della tecnologia -, ne resterà deluso, o magari lo troverà addirittura noioso (ovviamente le battute sono poche). Ma, soprattutto in questo periodo, ci offre un po’ d’aria fresca (o se volete riciclata con grazia) anche sul grande schermo.

Nella colonna sonora spiccano, tra gli altri, Gato Barbieri (“Ultimo tango a Parigi”) ed Eric Satie.

Nelle sale italiane dal 17 maggio distribuito da Academy Two