“Kedi – La città dei gatti”

di José de Arcangelo

Approda nei cinema un delizioso e amorevole film dedicato agli amati felini, “Kedi – La città dei gatti” della regista turca Ceyda Torun (oggi residente a New York): un documentario omaggio alle centinaia di migliaia di gatti che vagano liberamente nella metropoli di Istanbul perché per migliaia di anni hanno gironzolato dentro e fuori la vita delle persone, diventando una componente essenziale delle tante comunità che rendono così ricca la città, di cui sono re e padroni, liberi e indipendenti come solo loro sanno esserlo.

In raro equilibrio tra due mondi – quello selvaggio e quello domestico – portano gioia, compagnia e voglia di vivere alle persone che vengono scelte da loro ‘in adozione’. A Istanbul i gatti sono lo specchio della gente (e, come sapevamo, ognuno ha un carattere come noi umani) e questo bellissimo documentario racconta le anime della città attraverso di loro.

Tra tanti ‘colleghi’ che popolano la metropoli, i protagonisti sono sette: Sari, una gatta soriana rossa e bianca, che vive vicino alla Torre di Galata, uno dei più antichi e famosi monumenti. La sua missione è procurarsi il cibo per i suoi cuccioli. Cacciata dai caffè e dai ristoranti, grazie alla sua tenacia Sari ha trovato una commerciante che le permette di restare in negozio per ore, fissando i clienti fino a quando non ottiene il cibo necessario per i suoi figli.

Anche Bengù è una soriana, ma grigia, e vive in un quartiere di produzioni industriali. Dolce, tenera e coccolona ha conquistato i cuori di tutti gli operai e ormai fa parte delle vite degli abitanti della zona. Alan Parçasi è il guardiano di un famoso ristorante di pesce: soprannominato Little Lion, dal pelo lungo bianco e nero, tiene lontani i topi guadagnandosi la gratitudine dell’intero vicinato.

Psikopat, gatta a pelo corto bianco e nero, vive a Samatya, una delle zone più vecchie della città, in cui è facile trovare una sala da tè dietro una vecchia chiesa. Lei si è guadagnata il rispetto dei venditori, dei pescatori e persino dei cani randagi. E’ la dura del quartiere e tutti la rispettano.

Deniz, invece, è il giocherellone del gruppo e passa il tempo facendosi coccolare dai venditori e dai clienti del mercato biologico. Si arrampica sulle tende da sole, disturba gli altri gatti, gioca dietro le bancarelle, si addormenta tra le scatole di tè. Insomma, è la mascotte del mercato. Mentre l’apparentemente innocente Gamsiz, vive a Cihangir – il quartieri degli artisti – ed è abile scalatore e lottatore; non c’è albero che non possa scalare o balcone che non possa raggiungere, nessun umano che non possa affascinare né simile che non possa battere.

Infine, Duman è abitante di uno dei quartiere più eleganti di Istanbul affezionato ai gestori di un ristorante. Sa bene che non può entrare nel locale né dar fastidio ai clienti. Aspetta pazientemente fuori, fissando i camerieri finché non gli portano il suo pranzetto, ma quando ritardano si mette su due zampe e ‘bussa’ sul vetro della finestra finché viene notato in cucina.

“Sono cresciuta a Istanbul fino all’età di undici anni – racconta l’autrice – e credo che la mia infanzia sarebbe stata infinitamente più solitaria se non fosse stato per i gatti e io non sarei la persona che sono oggi. Dopo il trasferimento, ogni volta che mi capitava di tornare a Istanbul, trovavo la città sempre meno riconoscibile ad eccezione di una cosa: i gatti, unico elemento costante e immutato che incarnava l’anima stessa di Istanbul. Questo film è, per molti versi, una lettera d’amore a quei gatti e alla città”.

“Kedi” è, quindi, il passatempo ideale per gli amanti dei felini, ma anche un piacevole spettacolo per tutti quelli che, in qualche modo, amano gli amici a quattro zampe o semplicemente li vogliono conoscere a fondo, sullo sfondo della celebre città turca.

Nelle sale italiane dal 22 maggio distribuito da Wanted Cinema in v.o. con sottotitoli italiani