“They”

di José de Arcangelo

Presentato al 70° Festival di Cannes 2017, “They”, l’opera prima sceneggiata e diretta da Anahita  Ghazvinizadeh, è un delicato, poetico e toccante ritratto di adolescente alle prese con dubbi e paure, incertezze e passioni.

J (Rhys Fehrenbacher) ha quattordici anni. J vuole essere chiamato, o chiamata, con il pronome “They” che vuol dire “loro”. Vive con i genitori nella periferia di Chicago e sta esplorando la sua identità di genere, sta prendendo tempo per scegliere chi vuole essere, mentre segue una terapia ormonale per ritardare la pubertà. Dopo due anni di terapia, deve decidere se effettuare o no la transizione, scegliere se essere uomo o donna. Durante il week-end decisivo, mentre i genitori sono in viaggio, la sorella (Nicole Coffineau) e il suo ragazzo iraniano (Koohyar Hosseini) arrivano per prendersene cura.

“Ho lavorato a diversi cortometraggi che avevano i bambini come protagonisti – ha dichiarato la regista iraniana – e penso che, gradualmente, mi sono resa conto di essere davvero interessata a questi temi: in particolare al periodo della pre-pubertà, quando un bambino non è ancora diventato adulto e comincia a porsi degli interrogativi. Facendo poi maggiori ricerche, sono venuta a conoscenza del blocco della pubertà (un trattamento ormonale che permette ai bambini di arrestare la pubertà) e ho capito che, in base all’esperienza avuta lavorando ai miei corti, avrei potuto fare un film proprio su quel periodo di sospensione. In quel momento anch’io stavo sperimentando una forma di sospensione, anche se molto diversa: riguardava la mia migrazione e il mio lavoro di artista. Stavo cercando di chiarire quale era il luogo in cui avrei vissuto, non sapevo se sarei rimasta negli Stati Uniti o se sarei tornata in Iran e sentivo la necessità di posticipare la scelta. Si prova così tanta ansia quando si sente di non appartenere davvero a nessun luogo”. (da un’intervista su http://www.dazzedigital.com)

E infatti il giovanissimo protagonista, tra poesia e realtà, si chiede ‘quanti anni ho?’, ‘Cosa e chi sono?’ (a volte si sente una ragazzina a volte no); non ha amici, la sorella, artista adulta è sempre in viaggio; mentre il gatto della vicina, Tetsi, gli sta sempre intorno tra piante e (bellissimi fiori) del suo giardino. Tormentato dal dubbio, sarà costretto a fare una scelta difficile, quella che alla sua età abbiamo dovuto affrontare tutti per diventare adulti, liberi e indipendenti.

Nel cast anche  Norma Moruzzi, Aerik Jahangiri, Leyla Mofleh, Ava Naghshineh, Diana Torres. Il montaggio (durata 80’) è firmato dalla stessa regista con Dean Gonzalez, la fotografia da Carolina Costa e le musiche da Vincent Gillioz.

Il film – coproduzione Usa-Qatar – è dedicato alla memoria di Abbas Kiarostami – l’autrice ha seguito i suoi corsi – e tra i produttori c’è Jane Campion, presidente della Giuria che ha assegnato alla regista il premio Cinéfondation Best Film 2015 che le ha permesso di realizzare il primo lungometraggio.

Nelle sale italiane dal 15 maggio distribuito da Lab 80 Film