“Benvenuto in Germania!”

di José de Arcangelo

Un argomento serio e complesso, come quello dei rifugiati e dell’integrazione, in una commedia tedesca, sceneggiata e diretta da Simon Verhoeven (nessuna parentela con l’olandese Paul), “Benvenuto in Germania!” (Willkommen Bei Den Hartmanns), ovvero Benvenuto dai Hartmann, una famiglia che decide di ospitare nello loro accogliente casa un rifugiato nigeriano.

Angelika (la rediviva Senta Berger, madre del regista), una professoressa di tedesco andata in pensione da poco, decide, contro il parere dello scettico marito Richard (Heiner Lauterbach) – primario ortopedico che si rifiuta di invecchiare -, di ospitare a casa un rifugiato. Così il giovane Diallo (Eric Kabongo) – sfuggito allo spietato Boko Haram – si ritrova catapultato in casa Hartmann.

Nasce così una serie di equivoci e situazioni, complicazioni e confusioni: il caos non solo stravolge la vita dei due, ma anche quella dei figli adulti, Philip (Florian David Fitz), uomo d’affari rampante in procinto di trasferirsi a Shanghai, con figlio adolescente a carico, e Sophie (Palina Rojinski), ancora universitaria e single a 31 anni. La sopravvivenza del loro matrimonio e le possibilità di integrazione di Diallo sono messe a dura prova, fra sentimenti e sospetti, cinismo e ironia. Ma, nonostante tutto, resta la speranza che la famiglia ritroverà una sua stabilità e la pace come il resto della Germania.

Dalla piacevole commedia vengono fuori contraddizioni e ipocrisia, pregiudizi e intolleranza, vizi e virtù dei tedeschi (ma anche degli immigrati) fra altruisti e razzisti, istituzioni e polizia, perché nel giovane mite Diallo la maggioranza ‘silenziosa’ vede il terrorista o il criminale, ma raramente i meriti e la tragedia di questo immigrato per forza che ha visto uccidere tutta la sua famiglia. Magari facendosi sfuggire i veri terroristi islamici che intimidiscono i suoi simili. Il finale è, forse, troppo conciliatorio ma in sostanza è quello che ci aspetteremo tutti.

Una commedia che unisce l’utile al dilettevole, enorme successo al botteghino in patria, che rivela come il problema immigrazione sia più o meno uguale in ogni paese d’Europa, variano però abitudini e cultura, tradizioni e costumi, ma l’impatto è quasi sempre lo stesso per entrambi le parti.

Nel cast anche Elyas M’Barek (Dr. Tarek Berger), Uwe Ochsenknecht (Dr. Sascha Heinrich), Ulrike Kriener (Heike Broscher), Marinus Hohmann (Basti Hartmann), Esther Kuhn (Clarissa), Eisi Gulp (Bernd Bader) e Samir Fuchs (Rayhan Magnut).

Nelle sale italiane dal 10 maggio distribuito da Cineama