“Dopo la guerra”

di José de Arcangelo

Presentata in anteprima mondiale al Festival di Cannes 2017 – Un Certain Regard – l’opera prima “Dopo la guerra” di Annarita Zambrano – nata a Roma e residente a Parigi – è un dramma complesso che affronta un problema spinoso e, sempre, ambiguo come quello degli ex terroristi rifugiati Oltralpe.

Bologna, 2002: la protesta contro la riforma sul lavoro esplode nelle università. L’assassinio di un giudice riapre vecchie ferite politiche tra Italia e Francia. Marco (Giuseppe Battiston), ex-militante di sinistra, condannato per omicidio e rifugiatosi in Francia da vent’anni grazie alla Dottrina Mitterand, che permetteva agli ex terroristi di trovare asilo oltralpe, è sospettato di essere il mandante dell’attentato. Quando il governo Italiano ne chiede l’estradizione Marco decide di scappare con Viola (Charlotte Cétaire), sua figlia adolescente. La sua vita precipita, portando nel baratro anche quella della sua famiglia italiana, i genitori e la sorella Anna (Barbora Bobulova), che, da un giorno all’altro, si (ri)trova costretta a pagare per le sue colpe passate.

Sceneggiato dalla regista – già autrice di vari corti presentati a Cannes, Venezia e Berlino – & Delphine Agut, è un dramma sulla recente storia d’Italia che sorprende perché affrontato da una giovane regista che non ha vissuto gli anni di piombo in prima persona (è nata nel 1972), ma di riflesso.

“E’ la storia intima di una famiglia divisa in due dalla colpa – afferma la regista -, è il racconto umano e personale di un padre e di una figlia, di una madre e di una sorella che hanno inciampato nella Storia e non riescono a vivere il loro presente perché avvelenato da un passato non risolto”.

Infatti, “Dopo la guerra” affronta il dilemma dal punto di vista umano, privato e personale, senza emettere giudizi, fra contraddizioni e sentimenti (rimossi), ideali e sogni (incubi).

“Il carico della colpa – aggiunge l’autrice -, dei delitti antichi che ricadono su chi resta e deve essere espiato è una costante non solo della cultura classica ma anche di quella cattolica che, anche non volendo, permea il sentire comune di molti italiani, me compresa. Volevo costruire questo film come una tragedia – intesa nel senso classico del termine – con al centro un quesito fondamentale sulla colpa, come passa da un paese all’altro, da una generazione all’altra, da un padre ai suoi figli”.

Nel cast anche Fabrizio Ferracane (il padre), Elisabetta Piccolomini (Teresa), Maryline Canto (Marianne) e Jean-Marc Barr (Jérome). La fotografia è firmata Lauren Brunet, il montaggio da Muriel Breton, mentre le musiche originali da Grégoire Hetzel.

“Dopo la guerra” è stato presentato anche al Jerusalem Film Festival e all’Art Film Festival dove ha ottenuto il premio per la Miglior Attrice (Barbora Bobulova), ex aequo per “Cuori puri”.

Nelle sale italiane dal 3 maggio distribuito da I Wonder Pictures – Unipol Biografilm Collection