“Youtopia”, una storia sul lato oscuro del web tra crisi economica e morale

di José de Arcangelo

Il nuovo film di Berardo Carboni – dopo il docu-film “Shooting Silvio” (Berlusconi) e il lungometraggio d’animazione “VolaVola”-, Youtopia, affronta il lato oscuro della rete che quotidianamente coinvolge e sconvolge non solo il mondo degli adolescenti.

Racconta contemporaneamente due storie che finiranno per incrociarsi tragicamente, scritte dal regista con Aliosha Massine, Marco Berardi, Marco Greganti e Dino Giarrusso. Da una parte, il farmacista sessantenne Ernesto (Alessandro Haber), sposato con Fausta (Pamela Villoresi) e con un figlio, è convinto che la felicità si misuri con il possesso. E nonostante abbia già molto, è vistosamente insoddisfatto. Sempre alla ricerca di evasione, Ernesto alterna la routine famigliare con squallidi incontri notturni.

Dall’altra la quarantenne Laura (Donatella Finocchiaro) aspira a quell’ideale di vita patinata rappresentata dalla tivù, però si ritrova senza lavoro, con un mutuo che fatica a pagare (è imminente l’asta della casa da parte della banca), una figlia diciottenne, Matilde (Matilda De Angelis), e una madre anziana, Anna (Lina Bernardi), da mantenere.

Per allontanarsi da una realtà che non le permette di avere quello che desidera, Matilde si rifugia nel web (un videogioco in cui è una sorta di principessa guerriera e instaura un rapporto con Hiro, voce di Antoine-Olivier Pilon), ma scopre un mondo che le offre una scorciatoia per facili guadagni, usare il proprio corpo nudo davanti alla webcam. E, svelate le gravi difficoltà economiche della madre, si offre di aiutarla a fare altrettanto e, infine, decide di offrire al miglior offerente la propria verginità.

“Il videogioco offre a Matilde l’occasione di creare una relazione – esordisce il regista alla presentazione stampa -, di crescere e di cambiare, e visto l’aspro momento che stanno vivendo, decide di mettere in vendita se stessa”.

“Il videogame è una scappatoia – ribatte la De Angelis, giovane attrice sempre in ascesa -, una fuga, ma allo stesso tempo un modo nuovo di avere rapporti interpersonali virtuali e risolvere i problemi della realtà. E’ uno sdoppiamento tra lei e la webcam, il suo avatar. Per lei la realtà utopica è più concreta, tra fisico e psiche. Il rapporto virtuale è frutto dell’ignoranza, delle mancanze affettive. Io non ho rapporto con i social, ma l’importante è non farsi inghiottire”.

“Il segreto è porsi dei limiti – dichiara la Finocchiaro -, un po’ come con le sigarette, c’è chi fuma un pacchetto e chi due. Il film è lo specchio dei nostri giorni, Laura è vittima del fallimento di una vita e si confessa con la famiglia. E scopre che la figlia si spoglia sul web. E’ vittima della crisi della realtà contemporanea e fa pensare al come siamo oggi, quello che siamo disposti a fare. Il messaggio apocalittico è recuperiamo la nostra dignità, noi donne siamo ancora vittime della mercificazione. Ho sentito l’urgenza di raccontare questa storia, soprattutto perché viviamo in un periodo in cui si dimentica spesso di abbracciarsi e annusarsi. Il pericolo è che la realtà raccontata nel film è molto vicina a tutti noi”.

“Ho lavorato con un coach – dice la De Angelis sul suo ruolo, reale e virtuale -, soprattutto  sulla nudità e sul corpo perché Matilde doveva essere disinvolta, un personaggio complesso in contatto costante con inferni e paure, con una ferita sempre aperta. E’ stimolante fare un personaggio così, ma in certi casi mi sono messa a piangere dallo sconforto e dalla paura perché è stata la prima volta per me alle prese con un ruolo inedito”.

“Youtopia” affronta uno di migliaia di casi che hanno spesso conseguenze molto drammatiche, affidandosi alle ‘indagini’ in due mondi paralleli che ogni giorno s’incrociano sempre di più, coinvolgendoci tutti. Fra pudore reale e spregiudicatezza virtuale, crisi economica e morale, il film offre un quadro realistico – comunque ambiguo – del problema invitando alla riflessione lo spettatore e, se non è poco, non è mai abbastanza.

Il film mostra – conclude Carboni – “da un lato la realtà così com’è: cinica, spietata, asfissiante, dall’altro racconta come oggi sia possibile e indispensabile cercare nuovi scenari, nuovi desideri, nuove visioni. I viaggi che Matilde compie in ‘landing’, il mondo virtuale che frequenta quando è al computer, e non si spoglia per danaro, non sono quindi solo una fuga dalla realtà, ma il modo che lei ha per provare a cambiarla”.

Nelle sale italiane dal 25 aprile distribuito da Koch Media